Billy Sherwood – Recensione: Citizen

Da poco rientrato ufficialmente negli Yes come bassista (dopo il periodo 1997/1999), in sostituzione dell’amico e icona Chris Squire (uno dei padri fondatori e figura basilare del movimento progressive recentemente deceduto) con il quale in passato ci ha regalato l’interessante collaborazione a nome Conspiracy, Billy Sherwood è sempre stato un musicista innovativo e a tutto tondo.

Il polistrumentista americano (che ricordiamo anche nei World Trade, nei Lodgic e soprattutto nei Circa) si è sempre mosso tra prog, melodie hard rock e arrangiamenti dal taglio moderno con il gusto tipico dei compositori di alto lignaggio.

Il concept “Citizen” che narra la storia di un’anima perduta che rinasce in varie epoche storiche parte con la cadenzata title track (proprio col compianto Squire al basso e Tony Kaye alle tastiere) che è comunque dinamica nella struttura; il taglio del songwriting è sempre legato alle sonorità di Yes e Toto anni ’80 con un gusto spiccato per i ritornelli di gran presa come in “Just Galileo And Me” che vede la partecipazione di Colin Moulding degli XTC o “Escape Velocity” dall’incedere incalzante sospinta dalle tastiere di Jordan Rudess.

La voce di Sherwood ricorda in più di un momento Peter Gabriel ma quello che più impressiona è la guest list di “Citizen” che dimostra il rispetto di cui gode il musicista di Las Vegas: oltre a quelli già citati ci imbattiamo in pezzi da novanta come Steve Hackett, Steve Morse, Rick Wakeman, Alan Parsons, Jerry Goodman, Geoff Downes, Patrick Moraz e John Wesley… tutti a dare un piccolo/grande contributo per la riuscita di un lavoro che necessita comunque di vari ascolti per essere assimilato a dovere nonostante l’apparente semplicità.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Frontiers

Anno: 2015

Tracklist:

01. The Citizen
02. Man & The Machine
03. Just Galileo And Me
04. No Man’s Land
05. The Great Depression
06. Empire
07. Age Of The Atom
08. Trail Of Tears
09. Escape Velocity
10. A Theory All It’s Own
11. Written In The Centuries


Sito Web: http://www.billysherwoodhq.com

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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