Leprous – Recensione: Bilateral

Eravamo rimasti piacevolmente “sconvolti” da “Tall Poppy Syndrome” seconda fatica dei Leprous datata 2009, tanto da andare a recuperare il già buon esordio “Æolia” ristampato recentemente in proprio dalla band; e la Inside Out deve averla pensata come noi per mettere sotto contratto questi strambi norvegesi e pubblicare un lavoro tanto eterogeneo come “Bilateral” tramite il quale c’è un palese desiderio di recuperare quella voglia di stupire che avevano i primi Pain of Salvation e che hanno un po’ perso per strada (a meno di sorprese col nuovo “Road Salt 2” fuori a breve).

Non si spiegherebbe altrimenti la splendida title track posta in apertura (bellissimi i controcanti) e le astruse tastiere di “Forced Entry” pezzo basato su ritmiche dispari pazzesche (l’apoteosi in questo senso però si incontra in concomitanza di “Cryptogenic Desires”); questi giovani musicisti sembrano aver assorbito alla grande buona parte dello scibile metal rock contemporaneo ed infatti a fianco di numi tutelari di riferimento come Opeth o King Crimson possiamo trovare rimandi ai primi e compianti Pure Reason Revolution (“Restless”, “Mediocrity Wins”) ma anche agli Sleepytime Gorilla Museum (“Thorn”) o agli Shining (gli autori di “Blackjazz” e non il discusso gruppo black metal anche se qualche sconfinamento in questo territorio è comunque presente in “Waste Of Air”).

Con la classica chiusura in bellezza tramite “Painful Detour” e la confezione che si fregia di una visionaria copertina di Jeff Jordan (autore di svariate tavole per i Mars Volta) ci congediamo momentaneamente (perché siamo convinti rimarrà in loop per molto tempo) da questo piccolo capolavoro augurandoci che in molti si accorgano di questa incredibile realtà metal europea.

 

Voto recensore
8,5
Etichetta: Inside Out / Century Media-EMI

Anno: 2011

Tracklist:

01. Bilateral

02. Forced Entry

03. Restless

04. Thorn

05. Mb Indifferentia

06. Waste Of Air

07. Mediocrity Wins

08. Cryptogenic Desires

09. Acquired Taste

10. Painful Detour

 


Sito Web: http://www.leprous.net

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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