Big Life – Recensione: Big Life

Big Life è un nuovo progetto che unisce il talento di Steve Newman, personaggio di spicco dell’universo melodic rock, e Mark Thompson-Smith, vecchia conoscenza dei class rocker, ricordato soprattutto per  la sua militanza nei Praying Mantis come frontman nei primi 90’s. Il duo, raggiunto da Rob McEwen, drummer di classe superiore già attivo negli ultimi tre albums dei stessi Newman, da alla luce questo omonimo platter che in alcuni episodi garantisce l’estasi class & melody.

Azzeccatissima la scelta di “Dying Day” come opener, la quale si apre pian piano come un fiore, dapprima accolta in un vellutato tappeto di tastiere ed annaffiata da cori cristallini prima di esplodere in tutta la sua ruggente grinta melodica. L’ispiratissimo refrain accompagnato da un possente e martellante drumming ci offre attimi di pura magia, il guitar solo ci assale senza lasciar scampo e ne esce vittorioso stendendoci a bocca aperta, inermi di fronte a cotanta classe.
Benvenuti nel pianeta Big Life, un bel posto in cui gli chic rocker si troveranno sicuramente a loro agio.

“Close to you” è un classico brano da sogno, accompagnata verso il Paradiso a.o.r.  da perentorie chitarre e cristallini interventi tastierosi, spettacolare non c’è che dire. “Better man”, terza song del lotto, scandita da quel chorus che recita: ‘Only your love can save my soul tonight’, è l’essenza di quel rock adulto che tutti noi amiamo. Mentre si  prosegue di canzone in canzone ci si accorge che questo platter ci offre aperture sonore davvero interessanti, talvolta non standard per il genere ma pur sempre affiliate alla classica matrice melodic rock.  E’ il caso di “Calling”, che sorretta da un curioso sound orientaleggiante, presenta una struttura delicata che si mischia ad un caparbio incedere della sei corde, di “Leaves”, accarezzata da soffici parti di chitarra ed adornata da pregevoli inserti bluesy e di “Stop In Time”, ballad  rilassata e leggera.

“I’ll Still Be Here”, “Deep Water” e “Nothing Without You” sono le altre tre ballad che i Big Life ci offrono, imperniate su  quelle coordinate sonore più convenzionali che i fan della musica silk and steel adorano alla follia.  “Feel Alive” e “Takin’ Me Down”, dannatamente avvincenti nel loro guitar oriented style, si candidano come ulteriori killer song ospitate da questo album. La voce filtrata (in alcuni punti) di “At The End Of  My Rainbow”, farà forse rabbrividire o perlomeno storcere il naso ai puristi del genere, ai quali, però, invito ad ascoltarla con attenzione in quanto offre un bel refrain ed un notevole assolo di chitarra. Da segnalare l’ottimo ‘ritorno’ di Mark Thompson-Smith che dona una prova canora veramente ispirata e il portentoso drumming del già citato Rob McEwen che picchia come un dannato dietro ai tamburi.

Steve Newman si conferma come uno dei leader di quel piccolo grande mondo che è il melodic rock, sfoderando una prestazione di gran classe anche nel ruolo di producer (tutte le sessioni di registrazione si sono svolte in Inghilterra ai ‘The Blue Room’ studios). In chiusura, consiglio Big Life a tutti gli a.o.r. lover perché racchiude in sè tutte quelle caratteristiche che si cercano in un album del genere, ovvero incisivi riff di chitarra, cori contagiosi e melodie raffinate, segno indiscutibile che c’è una perfetta alchimia tra i musicisti coinvolti nel progetto.

Voto recensore
7,5
Etichetta: AOR Heaven

Anno: 2011

Tracklist:

01. Dying Day
02. Close To You
03. Better Man
04. Calling
05. I'll Still Be Here
06. Feel Alive
07. Deep Water
08. At The End Of My Rainbow
09. Leaves
10. Stop In Time
11. Takin' Me Down
12. Nothing Without You


Sito Web: http://www.big-life.co.uk/

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