Jimmy Hotz – Recensione: Beyond The Crystal Sea (30th Anniversary Ed.)

Ci sono cose che restano nel tempo per il loro significato storico, cosicché il pregio artistico si confonde col primo, divenendo un tutt’uno. Ci sono album la cui principale qualità è quella di aver aperto e solcato un’epoca ricca di simbologie e significati. Gli anni ’70 si sono aperti e chiusi con la grande invenzione del progressive ed, a quanto pare, il rispetto che si porta per questo genere è tutt’ora vivo. Jimmy Hotz è stato, più di recente, prima di diventare produttore discografico, l’inventore di numerosi midi, software per pc e sequencer (premiata ditta “Hotz”, appunto). In ragione di ciò, lo hanno voluto sul loro palco artisti come The Guess, Who, Fleetwood Mac, B.B. king, Yes, Jon Anderson, Kitaro, Steve Winwood, Chicago, Giant Killer, e molti altri. Ma la sua storia artistica inizia negli ultimi anni ’70, quanto pubblica un album da solista, “Beyond The Crystal Sea”, considerato, da molti collezionisti e critici, uno dei migliori esempi di art rock. Jimmy è un visionario e la sua concezione cristiana ricopre e influenza tutto il disco: dalla coverart al songwriting. Le melodie sono distese e leggere, presentano quel lato progressive folk che gli Stati Uniti hanno insegnato al mondo, sconfinando nella psichedelia e nello space-rock, grazie all’uso dei sintetizzatori. La produzione è superba e rispolvera al meglio questa perla di trent’anni fa, regalando – nella ristampa – anche due bonus track. Un lavoro breve e compatto, in definitiva, senza troppi fronzoli, che va diritto al messaggio: un messaggio d’amore e di speranza (nel modo in cui gli anni ’70 sapevano sempre concludere).

Voto recensore
7
Etichetta: Born Twice Records

Anno: 2010

Tracklist: 01. Observations Of A Larger Reality
02. Night Passage
03. Vision Ships
04. Teton
05. Beyond The Blues
06. Alpine Magic
07. From Love Life Did Become
08. Long, Long Ago (Bonus Track)
09. The Gates Of Time (Bonus Track)

Sito Web: http://jimmyhotz.com/index.htm

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