Between The Buried And Me – Recensione: Automata II

“Automa II” dei Between The Burdied And Me è il nuovo tassello nell’evoluzione del sound della band americana. Canzoni dense e dai suoni liquidi, il perfetto seguito del concept partito con “Automata I”.

Si parte subito con la suite “The Proverbial Below”, ed il turbine di emozioni è davvero notevole. Strutture cangianti, che ricordano i King Crimson più moderni. Una canzone in continua mutazione, che emoziona quando Tommy Giles sfodera armonie vocali intese e convincenti. Nei 13 minuti di traccia d’apertura (! Nda.) si può trovare buona parte del mondo dei BTBAM, ed è per questo che convince.

“Glide” nei suoi 3 minuti scarsi non aggiunge molto al disco, ma piace per la sua imprevedibile evoluzione. Una canzone quasi da “fiera americana” che flirta con la tristezza dei Porcupine Tree di “Lightbulb Sun” nella parte centrale della sua “breve vita”.

Neanche il tempo di respirare che si parte con la tesa “Voice Of Trespass”, impreziosita da fiati swing innestati all’interno di una canzone che sembra spuntare dalla grande depressione americana. Ma ecco che poi la voce di Giles diventa velenosa, ed alterna a quella filtrata (quasi a voler citare le radio dell’epoca?) una urlata e disperata. Nel complesso una canzone gradevole, soprattutto quando nella seconda parte il DNA ritorna prettamente metal ed i nostri giocano con un mid-tempo piuttosto aggressivo.

Ultima tappa di questi 33 minuti circa “The Grid”. Anche in questi ultimi 10 minuti di musica i cambi di umore e ritmo sono all’ordine del giorno. Pezzi intricati, altri più lineari e melodici e filo rosso del tutto la voce di Giles. Una ipotetica fusione tra Devin Townsend e Steven Wilson. Un bel modo per salutare gli ascoltatori.

Un disco che si lega molto bene ad “Automata I”, che riesce ad essere efficace e “comprensibile” nella sua struttura. Ed è forse questo il limite maggiore di questo secondo capitolo: l’eccessiva linearità rispetto a quanto fatto dalla band americana fino ad oggi.

Non IL difetto, intendiamoci, perché in ogni caso le 4 canzoni qui presenti sono dei veri e propri trattati di composizione e complessità. Solo che per gli standard della cricca a Stelle e Strisce si si sarebbe aspettato qualcosa di leggermente diverso.

Necessariamente da ascoltare insieme al fratello “Automata I”, anche se preso singolarmente “Automata II” non sfigura nella discografia di perle dei nostri.

Voto recensore
7
Etichetta: Sumerian Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. The Proverbial Bellow (13:16) 02. Glide (2:13) 03. Voice of Trespass (7:58) 04. The Grid (9:45)
Sito Web: http://www.betweentheburiedandme.com/

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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