Bethlehem – Recensione: Lebe dich leer

A volte il semplice fatto di farsi da portavoce di temi alienanti e oscuri può essere più un intralcio che altro. Dopo aver incluso nella propria formazione la celebre frontwoman dei Darkened Nocturn Slaughtercult, Yvonne Wilczynska, i tedeschi Bethlehem sembrano aver trovato una seconda giovinezza compositiva, una giovinezza che però seppellisce il loro celebre passato come autori di un certo tipo di depressive black dalle tinte imprevedibili, psicotiche e con testi tendenti alla follia suicida.

Al contrario, quest’ ultimo album, “Lebe Dich Leer” (“Voi vivete vuoti” in tedesco) è pieno zeppo di mid-tempo, ritmiche abbordabili e riff post-black tutt’altro che pericolosi: se non fosse per la lancinante voce di Yvonne (ormai costretta ad imitare le assurde e teatriche urla in falsetto del noto Rainer Landfermann), qualcuno scambierebbe l’album come una collezione di tracce degli Xandria lasciate in un cassetto e ripescate per essere messe in un album. “Niemals mehr leben” si basa su riff di chitarra in tremolo strani che salvano un brano altrimenti piatto, mentre “An gestrandeten Sinnen” è praticamente un brano pop con bridge silenziosi in voce recitata e martellanti groove di basso, mentre la chitarra va spesso in clean e feedback in perfetto stile Radiohead. “Ich weiß ich bin keins Ich weiß ich bin keins”, con i propri giri melodici in rigidi 4/4, sembra uscita da un disco dei Siouxsie and the Banshees, mentre “Wo alte Spinnen brüten” include calme pause con parti recitate (e un riff auto-scopiazzato da “The Eleventh Commandment”. Le altre tracce seguono più o meno lo stesso schema, con “An gestrandeten Sinnen” che da un altro colpo di coda prima delle restanti meno distintive e più disperatamente violente.

L’unico problema che i Bethlehem dovranno continuare ad affrontare è il continuo paragone con il loro passato, che li vuole come pionieri di un sottogenere estremo (ma neanche tanto) che ha avuto un impatto senza precedenti nel metal, di certo non in campo mediatico. “Lebe dich leer” non può e non deve reggere i paragoni degli album degli anni 90. Preso come album a sé, è anomalo e vario, e questo basta per promuoverlo.

Voto recensore
7.5
Etichetta: Prophecy Productions

Anno: 2019

Tracklist: 01. Verdaut in klaffenden Mäulern 02. Niemals mehr leben 03. Ich weiß ich bin keins 04. Wo alte Spinnen brüten 05. Dämonisch im ersten Blitz 06. An gestrandeten Sinnen 07. Ode an die obszöne Scheußlichkeit 08. Aberwitzige Infraschall-Ritualistik 09. Bartzitter Flumgerenne

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