Benediction – Recensione: Scriptures

A distanza di dodici anni dal loro ultimo lavoro, tornano sulla scena i Benediction. Per chi non conoscesse questo nome, stiamo parlando di una storica band originaria di Birminghan, formatasi nel 1989 e fautrice di un Death Metal vecchio stampo. Riff di chitarra taglienti, sezione ritmica martellante e growl vocals di grande impatto sono le caratteristiche che da sempre caratterizzano il gruppo e che ritroviamo anche in “Scriptures”, disco uscito in questo strano 2020 sotto l’egida di Nuclear Blast.

Nonostante sia passata più di una decade, il combo inglese si presenta con dodici tracce che ripropongono un canovaccio ascoltato tante e tante volte. Ostentando grande sicurezza e determinazione, i Benediction mantengono immutata quell’attitudine selvaggia, diretta che da sempre accompagna il gruppo; alla stessa maniera, le coordinate stilistiche dei Nostri restano immutate, Death Metal crudo e puro senza troppi fronzoli (in tal senso, ascoltate “In Our Hands, The Scars” per meglio  comprendere anche l’attitudine sfacciata) e coerente con quanto proposto sin dagli albori della propria carriera.

L’ascolto, dunque, scorre via senza particolari scossoni o sorprese, forte di una buona produzione che permette di mettere in risalto la sezione ritmica formata da Dan Bate (basso) e Giovanni Durst (batteria) e il rifframa di Darren Brookes e Peter Rewinsky. In particolare, il lavoro dei due chitarristi è quello che maggiormente emerge in “Scriptures”: a differenza delle precedenti occasioni, infatti, sottolineiamo la volontà di prediligere soluzioni ritmiche che puntano maggiormente sul groove, a discapito della immediatezza e brutalità. 

Alla lunga, questa scelta permette ai Benediction di passare da brani più diretti (“Iterations Of I“, “Rabid Carnality“, la terremotante “Stormcrow“., “Embrace The Kill”) ad altri più rocciosi (“Progenitors of a New Paradigm”, “Tear Off These Wings”, “We Are Legion”), lasciando la voce di Dave Ingram come unica costante, a legare passato e presente del gruppo. La sua prova è solida, un’interpretazione sicuramente aggressiva ma che non convince per la staticità con la quale si ripete.

Nulla di nuovo per i Benediction che si limitano a riproporre stancamente una ricetta ormai vecchia. Se siete tra gli appassionati di sonorità Death Metal old school, questo disco e i Benediction potrebbero incontrare i vostri favori, riuscendo a regalarvi una manciata di brani in gradi di catturare la vostra attenzione. Sono quelle le tracce in cui riscontriamo la volontà di osare nel songwriting e variare la propria proposta musicale. 

benediction
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2020

Tracklist: 1. Iterations Of I 2. Scriptures In Scarlet 3. The Crooked Man 4. Stormcrow 5. Progenitors Of A New Paradigm 6. Rabid Carnality 7. In Our Hands, The Scars 8. Tear Off These Wings 9. Embrace The Kill 10. Neverwhen 11. The Blight At The End 12. We Are Legion
Sito Web: https://www.facebook.com/Benedictionband/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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  1. Lyigi

    Gran ritorno altroché. Poi se vi piace ul death modaiolo ipertecnico dissonante che va di moda oggi,, passate oltre. Poi non vi lamentate se non ricordate neanche un pezzo. Questo è il death immortale

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