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Belphegor – Recensione: Totenritual

Può un gruppo far ancora paura? La risposta è sì, se si parla dei Belphegor. Il combo austriaco capitanato da Helmuth torna sul mercato con il nuovo “Totenritual” su Nuclear Blast Records e lo fa nel migliore dei modi, in maniera oscura, cruenta, studiando minimamente ogni dettaglio di un massacro sonoro blasfemo, osceno e portatore di cattiveria, tenebre e malvagità. Se già “Conjuring The Dead” del 2014 aveva mostrato la band in grandissima forma, questo nuovo lavoro riesce a convincere ancora di più, a partire dalla copertina ad opera di Seth Siro Anton (già in passato al servizio del gruppo).

“Baphomet” è una partenza fulminante, un brano dove i blastbeat glaciali del ritornello e sinistre melodie introducono nel mondo oscuro del gruppo, proseguendo con “The Devil’ Son” e le sue voci doppiate, con una linea sottile contraddistinta da passaggi melodici, un assolo nero come pece e cambi di tempo terremotanti prima del finale con chitarre acustiche che risuonano nel vuoto. Una scena dalla trilogia de “L’Esorcista” apre “Swinefever – Regent Of The Pigs”, dove arpeggi annunciano l’entrata delle vocals per un brano che si contraddistingue grazie alla tempesta di chitarre lancinanti e variazioni ritmiche; “Apophis – Black Dragon” è veloce, nordica e con un riff accattivante, riuscendo -pur essendo il pezzo più lungo di “Totenritual”– a non appesantirsi grazie alle variazioni d’atmosfera date dai rintocchi di campana che chiamano a raccolta un esercito partorito dalle tenebre e che si palesa fra note di sei corde e un vento gelido prima della devastazione, il tutto combinando lingua tedesca, inglese e latina.

Un’evocazione blasfema in musica è quella rappresentata in “Totenkult – Exegesis Of Deterioration”, con rallentamenti, ribollenti chitarre a sottolineare i momenti di pathos ora con assoli, ora con armonici, spezzando il dialogo fra diversi registri vocali e dimostrando la varietà compositiva con un sempre velato sentore di melodia malinconica che fa capolino; la strumentale “Totenbeschwörer” fa riprendere un attimo il fiato prima dell’evocativa gemma oscura dalla parte strumentale poderosa che corrisponde al titolo di “Spell Of Reflection”, alla quale segue “Embracing A Star” che dopo un’apertura acustica diventa una suggestiva marcia in cui le partiture di chitarra si intrecciano a lontane voci femminili e rumori di sottofondo per esplodere come una maledizione infernale e tornare su spettrali passaggi accompagnati da nenie. Senza soluzione di continuità si passa alla title track finale, una raffica che cancella ogni cosa e si sublima in un mantra conclusivo placido ma tutt’altro che rassicurante.

“Totenritual” è un opera altamente suggstiva e decisamente riuscita sotto ogni punto di vista, che invita a considerare i Belphegor come gruppo credibile e in possesso di ottime doti. Che l’oscurità scenda pure.

 

Voto recensore
8
Etichetta: Nuclear Blast Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Baphomet 02. The Devil’s Son 03. Swinefever – Regent Of Pigs 04. Apophis – Black Dragon 05. Totenkult – Exegesis Of Deterioration 06. Totenbeschwörer 07. Spell Of Reflection 08. Embracing A Star 09. Totenritual
Sito Web: www.belphegor.at/

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