Batushka – Recensione: Hospodi

Dio li fa… e poi li separa.

Come una meteora venuta dallo spazio senza la coscienza di nessuno, i polacchi Batushka crearono un ciclone quando il loro debutto, “Litourgiya”, divenne uno degli album metal più acclamati degli anni 2010: i fan ne decantavano lo stile musicale, l’”aura maligna” e, non ultimo, un concept ambiguo, in cui il gruppo non confermò né smentì la loro appartenenza alla religione cristiana ortodossa (nonostante in Polonia prevalga il cattolicesimo) o meno. Della serie, quanto sono ispirati dalla religione e quanto la prendono in giro? Il gruppo lanciò anche un tour lungo svariati anni che li portò anche all’Hellfest, il tutto mentre stavano ancora scrivendo altro materiale.

Eppure “Lirourgiya” non era tutta questa gran cosa, dopotutto. A parte l’uso di accordatura in Fa# (praticamente delle sei corde accordate come otto corde) e parecchie sezioni lente e doom, era uno spudorato clone dei Behemoth e degli Hate (con qualche spunto dai Cradle of Filth), e non offriva nemmeno un songwriting molto convincente. La prova del nove arrivò alla fine del 2018, quando Krzysztof Drabikowski e Bartłomiej Krysiuk (già membro degli storici Hermh) postarono video su Youtube in cui dichiararono di essersi licenziati a vicenda dal gruppo e di aver continuato il progetto a nome… Batushka (naturalmente non senza spese legali non indifferenti): abbiamo quindi due album a nome dello stesso moniker, “Panikhida” (“requiem” in russo) pubblicato il 26 maggio, e “Hospodi” (epiteto che indica Gesù Cristo) pubblicato il 12 luglio, entrambi nel 2019. Questa recensione analizzerà il secondo.

Inutile dirlo, i paragoni con gli altri Batushka sono inevitabili. Entrambi gli album hanno gli stessi ingredienti, quindi melodie ispirate da inni religiosi o da semplici composizioni sinfoniche in chiave minore, batteria in doppia cassa o in modalità blast-beat, chitarre in tremolo a profusione con occasionali potenti palm-muting, scream soffusi con cori e qualche sezione più lenta con arpeggi sostenuti dalle atmosfere drammatiche. Ma ora concentriamoci su quello che è differente o si distingue: dopo un intro a base di campane a morto e una nenia recitata, “Dziewiatyj Czas” arriva con un meraviglioso fraseggio in Si minore che cozza con quello seguente in Mi, salvo poi ritornare a quello precedente intorno all’ultimo minuto, “Wieczernia” segue la stessa struttura della precedente, mentre “Powieczerje” ha un andamento più sostenuto. Le altre canzoni si basano più o meno sugli stessi elementi, con solo “Szestoj Czas” che si distingue dal resto,  il che significa che la seconda metà mostra il principale difetto dell’album: la ripetizione eccessiva di schemi per niente complicati da seguire, che lo rendono visibilmente fatto di fretta (per ovvi motivi). La stragrande maggioranza delle tracce dell’album è basata su ripetitive, ma immense progressioni in Si e Mi minore, spesso sostenute e senza palm-muting (a parte eccezioni come in “Utrenia”): in effetti, ascoltando meglio, le chitarre sono accordate “solo” in Si, e manca la famosa accordatura in Fa# che rendeva il gruppo immediatamente distinguibile, mentre qui sembra di sentire gli ormai sciolti Austere con più variazione ritmica (ma senza le sublimi canzoni del loro secondo album).

La cosa strana del verdetto che ne viene fuori è che non c’è un vero e proprio vincitore da questo confronto: sia “Hospodi” che “Panikhida” sono entrambi album che si equivalgono, buoni ma non eccelsi, e decisamente un passo in avanti rispetto alle ombre dei Behemoth che ancora infestavano il debutto del gruppo (che ora sono due). Il primo pecca di pochi picchi e un po’ di piattezza, il secondo di tanti picchi uniformi con pochi punti deboli: pura simmetria che significa anche un capolavoro mancato. Sebbene sia ancora presto per determinare se i Batuska continueranno in strade separate, confidiamo che ormai ci abbiano preso mano e che almeno uno dei due gruppi possa guadagnare longevità.

Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Wozglas 02. Dziewiatyj czas 03. Wieczernia 04. Powieczerje 05. Polunosznica 06. Utrenia 07. Pierwyj czas 08. Tretij czas 09. Szestoj czas 10. Liturgiya

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login