Battleroar – Recensione: Codex Epicus

A quattro anni di distanza dal precedente “Blood Of Legends” tornano per il loro quinto album i Battleroar che confermano al timone l’inossidabile tedesco Gerrit Mutz (Sacred Steel), cantante in grado di accendere i cuori dei veri defender e portarli al massimo dell’estasi epica.

La band greca conferma una sapienza compositiva rara ed i sette pezzi abbastanza lunghi (più intro) sono capitoli a sé stanti di un unico quadro che intende proporre il “codice” più adatto a comprendere il buon vecchio epic metal di cui i Battleroar si fanno portavoce fin dal 2000, anno della loro nascita.

Se il primo brano è il più veloce e potente, intitolato “We Shall Conquer”, già con il secondo “Sword Of The Flame” arriva la sorpresa più eclatante; al microfono infatti troviamo Mark Shelton, leader carismatico di una delle band che hanno di fatto dato vita all’epic metal, ossia i Manilla Road. La sua intepretazione è perfetta per questa song lenta e dalle atmosfere rarefatte che ricorda non poco quanto proposto dagli statunitensi.

I livelli rimangono altissimi con “Chronicles Of Might” che parte ponendo subito sugli scudi il bassista Sotiris “Sverd” Tsolakoglou ed il batterista Gregory Vlachos, entrambe new entry nella line-up che di fatto vede ormai come unico membro fondatore il chitarrista Kostas “H.K.” Tzortzis. Il pezzo citato poi evolve in un monumento maestoso in cui i cori vengono utilizzati in modo perfetto creando la giusta profondità al ritornello.

Proseguendo nell’ascolto del CD si fa puro headbanging con l’eccelsa “The Doom Of Medusa” e si rimane incantati di fronte alla magniloquente “Palace Of The Martyrs”, brano cadenzato in cui i cori e la profondità donata raggiungono vette davvero impressionanti; ottimo poi lo stacco di batteria a metà canzone che introduce una parte strumentale più veloce e dinamica che rende ancor più interessante il pezzo.

“Kings Of Old”, che parte con maestosi cori melodici e una chitarra acustica da brividi, è forse il pezzo più diretto di un album che non concede tregua; ben presto i ritmi si alzano grazie anche alla prova granitica della linea ritmica e l’headbanging è garantito a causa del gradito connubio di velocità e potenza.

L’album si chiude con la massiccia “Enchanting Threnody” che, dopo circa un minuto e mezzo di atmosfere plumbee create da strumenti a fiato esplode in un classicissimo cadenzatone epic che propone un’accopiata bridge-chorus in grado di trasmettere immediatamente soddisfazione.

La copertina, davvero cupa e sinistra, realizzata da Vagelis Petikas, completa un CD di purissimo epic metal che riporta in auge i Battleroar. Stay Epic!

Voto recensore
8
Etichetta: Cruz del Sur

Anno: 2018

Tracklist: 01. Awakening The Muse 02. We Shall Conquer 03. Sword Of The Flame 04. Chronicles Of Might 05. The Doom Of Medusa 06. Palace Of The Martyrs 07. Kings Of Old 08. Enchanting Threnody 09. Stronghold (CD BONUS TRACK – new version)
Sito Web: https://www.facebook.com/BattleroaR

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