Battlecross – Recensione: Rise To Power

Il thrash classico non passa mai di moda e i Battlecross sono qua a dimostrarcelo. Giunta al rilevante traguardo del quarto album in carriera, la band del Michigan continua imperterrita a percorrere la strada del metallo più grezzo e diretto. “Rise To Power”, pur non costituendo una delle uscite imperdibili di questa annata, ci presenta pezzi trascinanti come solo il buon vecchio metal old-school sa essere.

I nostri ci mostrano le loro bellicose intenzioni fin dalle prime tracce: “Scars”, “Not Your Slave”, “Absence” e “Spoiled” sono infatti quattro velocissimi proiettili thrash, come la migliore tradizioni vuole. I ritmi frenetici e l’acido cantato del frontman Kyle “Gumby” Gunther dominano anche la successiva “The Climb”, il primo stacco arriva solo con le chitarre acustiche dell’intro di “Blood & Lies”, brano che non tarda comunque a seguire la stessa sorte degli altri. Fatti i conti con la consueta violenza di “Bound By Fear” si giunge presto alla conclusione rappresentata dalla semi-ballad “The Path”, unico pezzo del carnet che supera i 4 minuti di durata e non viaggia su ritmi forsennati per segmenti consistenti della propria durata.

Rise To Power” è un platter abbastanza canonico e che non spicca per chissà quali spunti, ma che riesce senza difficoltà a compiere il proprio dovere. Gli irriducibili fan del thrash più incontaminato e verace avranno infatti di ché “scapocciare” e pogare in abbondanza grazie alla presente release.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Scars
02. Not Your Slave
03. Absence
04. Spoiled
05. The Climb
06. Blood & Lies
07. Bound by Fear
08. Despised
09. Shackles
10. The Path


Sito Web: https://www.facebook.com/battlecrossmetal

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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