Omen – Recensione: Battle Cry

“Battle Cry” è il primo album degli statunitensi Omen (formati da Kenny Powell nel 1983 dopo l’uscita dai Savage Grace) ed è composto da dieci pezzi di cristallina perfezione nell’ambito dello US power metal. Ognuno dei dieci brani del debutto della band di Los Angeles è un classico del genere e chiunque abbia ascoltato questo capolavoro con il cuore li apprezza tutti.

In “Battle Cry” il metal viene proposto come una gemma grezza e brutale per l’epoca (1987) e per il pubblico a cui inizialmente è proposto, ossia quello del classic metal che ha come punti di riferimento la NWOBHM degli Iron Maiden e l’epic metal dei Manowar.

La registrazione decisa e diretta così come lo stile scelto praticamente per il 100% dei brani, ossia un mix fra power song veloce e la classica cavalcata, rende l’album un maglio d’acciaio privo di fronzoli e divagazioni.

Tutti i musicisti coinvolti in questo lavoro sono parte attiva nella riuscita dell’album in quanto, grazie ad una registrazione che lascia spazio ad ogni elemento, possiamo apprezzare al massimo la voce potente e profonda del compianto J. D. Kimball (scomparso nel 2003 e frontman inconfondibile della prima versione degli Omen), i riff e le melodie scatenate della chitarra di Kenny Powell (principale compositore e anima del gruppo tutt’oggi), la potente linea di basso di Jody Henry (che serpeggia con precisione innervando di energia ogni pezzo… da sentire in questo senso lo stupendo pulsare della quattro corde nella breve ma vivacissima “Prince Of Darkness”) e il drumming compatto di Steve Wittig.

La coesione totale di ogni tassello che compone “Battle Cry” si conclude con gli ultimi due punti che vanno considerati: da un lato l’artwork dell’album, ossia un’illustrazione sgraziata ed approssimativa che presenta un mondo medievaleggiante di guerrieri in azione (copertine di questo tipo erano ben presenti negli anni ’80 e ne potremmo elencare a centinaia… basti per esempio pensare agli approssimativi vichinghi delle cover dei dischi degli Heavy Load); dall’altro lato abbiamo i testi delle canzoni, che descrivono un mondo heroic fantasy di battaglie (“Battle Cry”), creature mostruose (“Dragon’s Breath”), gladiatori (“Into The Arena”), sesso in Conan style (“Be My Wench”), guerrieri indomiti (“The Axeman”) e tutto ciò che si sposa alla perfezione con un racconto anni ’30 che sembra partorito dalla mente di Howard.

Come si diceva poc’anzi i brani di “Battle Cry” sono tutti gemme che brillano di luce propria ed ognuno può semplicemente ascoltare e scegliere quale preferisce. Si passa dal brano più costruito e cadenzato “Into The Arena” (la melodia iniziale vi toccherà nel profondo…) alle veloci sfuriate “Lost Rites” (forse il vero capolavoro dell’album… tre minuti e quaranta secondi di epic power allo stato puro…), “Prince Of Darkness” e “Be My Quench”, o ancora dalle cavalcate “Death Rider”, “The Axeman”, “Battle Cry”, “Die By The Blade”, “Bring Out The Beast” alla terremotante “Dragon’s Breath” (che presenta quà e là un timido tentativo di inserire accenni di linea vocale sporca e soprattutto pone in primo piano una linea ritmica devastante).

In conclusione “Battle Cry” è un capolavoro fondamentale di US power metal e la punta di diamante nell’ambito di produzione di una band che si ripeterà ancora su altissimi livelli (nei due successivi album senz’altro) ma mai con un tale livello di perfetta sintesi espressiva. Questo è uno degli album che non può assolutamente mancare nella collezione di un vero defender.

Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 1987

Tracklist:

01. Death Rider
02. The Axeman
03. Last Rites
04. Dragon's Breath
05. Be My Wench
06. Battle Cry
07. Die By The Blade
08. Prince Of Darkness
09. Bring Out The Beast
10. In The Arena


Sito Web: http://www.facebook.com/omenofficial

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