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Bathsheba – Recensione: Servus

I belgi Bathsheba arrivano con “Servus” al debutto sulla lunga distanza, a seguito dell’interessante Ep “The Sleepless Gods” del 2015. Vero è che questo gruppo non fa altro se non rileggere i dettami del doom metal e paga un certo pegno ai principali rappresentanti del genere, ma l’ottimo songwriting e alcune particolarità per ora solo accennate danno ai nostri la cosiddetta “marcia in più” che, siamo certi,  li spingerà fuori dal coro.

“Servus” è un buon esempio di doom anthemico e roccioso che pur ricalcando il percorso dei numi tutelari (Black Sabbath, The Wounded Kings, Cathedral, Saint Vitus, solo per citarne alcuni), mette in luce una vena compositiva da non sottovalutare. Seguendo un po’ la tendenza “vintage” che va per la maggiore, la band utilizza una produzione leggermente ruvida e sfumata, perfetta compagna delle atmosfere occulte che animano l’album. Tutto chiaro già nell’opener “Conjuration Of Fire”, una canzone granitica che procede lenta come un pachiderma ma possiede una melodia portante epica e d’effetto, valorizzata dalla voce malinconica, ma soprattutto versatile, della front woman Michelle Nocon.

Ottima la successiva “Ain Soph” che, più veloce, introduce lo stile vorticoso della chitarra di Dwight Goosens (che a tratti rimanda al black metal degli anni’90), mentre Nicole ci offre alcune parti in growl e affronta tonalità disarticolate. Un sassofono notturno emerge nella parte centrale del brano, plumbea e nera come la pece. Un po’ di empasse nella suite “Manifest”, forse troppo lunga e ricorsiva, ma la band si riprende alla grande con l’inno “Demon 13” e con la lisergica “The Sleepless Gods”, dove a salire sugli scudi sono le percussioni di Jelle Stevens e il potente basso di Raf Meuken.

“I At The End Of Everything”, dannatamente cupa e sludgy, chiude un esito certamente positivo. La band ha le idee molto chiare e tutti i mezzi per realizzarle. Una volta sviluppati ulteriormente i tratti caratteristici sapranno imporsi all’interno del panorama di riferimento.

Voto recensore
7
Etichetta: Svart Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Conjuration Of Fire 02. Ain Soph 03. Manifest 04. Demon 13 05. The Sleepless Gods 06. I At The End Of Everything
Sito Web: https://www.facebook.com/bathshebakills

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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