Bastian – Recensione: Rock Of Daedalus

Dopo aver camminato tra i giganti, Sebastiano Conti va alla ricerca della roccia di Dedalo. Il chitarrista sicialiano, ad un anno di distanza dal disco d’esordio del progetto Bastian, torna sul mercato avvalendosi nuovamente dell’apporto di due mostri sacri della scena metal internazionale come Michael Vescera e John Macaluso. Così come “Among My Giants”, anche “Rock Of Daedalus”, nonostante gli artisti coinvolti, è ben lontano dall’heavy neoclassico di Malmsteen, puntando su un approccio maggiormente sanguigno tra hard e classic metal, anche se, rispetto al predecessore, risulta più diretto ed energico.

Le trame chitarristiche di Conti sono ovviamente in primo piano, anche se il compositore nostrano evita i protagonismi tanto cari ai suoi colleghi, per lasciare il giusto spazio ai propri compagni d’avventura e sfruttandone classe ed esperienza. Si capisce subito la devozione dei Bastian per i grandi classici, con la graffiante opener “Strange Thoughts”, in cui Vescera fa subito la differenza. I brani meglio riusciti sembrano quelli ispirati ai film, “Terminators”, “Vlad” e “Man In Black”, un trittico vincente, che mostra le qualità compositive dei nostri, sempre in bilico tra hard rock ed heavy metal, con un occhio rivolto alla melodia ed alla struttura standard dei brani. Il disco ha un mood decisamente live, nel senso più positivo del termine, perchè “Rock Of Daedalus” non suona in modo artificiale ed artificioso, ma i musicisti si lanciano a briglie sciolte, lasciandosi ispirare dai brani.

I Bastian sono ormai una solida realtà tricolore, che è riuscita, per questo secondo disco a confermare due personaggi di spicco internazionale, che permetteranno alla band di farsi ulteriormente conoscere all’estero. “Rock Of Daedalus” non è certo un lavoro per tutti i gusti, ma chi ha qualche annetto sulle spalle e custodisce nell’armadio il proprio chiodo dagli anni ottanta, saprà sicuramente apprezzare e si farà catturare dalle note di queste belle canzoni.

 

 

Bastian Rock of Daedalus

Voto recensore
7,5
Etichetta: Underground Symphony

Anno: 2016

Tracklist: 01. Strange Thoughts 02. The Pide Piper 03. Vlad 04. Terminators 05. Man Of Light 06. Man In Black 07. 18 In Woodstock 08. Steel Heart 09. Smokin’ Joe 10. Wind Song

alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

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