Tulsadoom – Recensione: Barbarian Steel

Sgangherati e chiassosi gli austriaci Tulsadoom propongono con “Barbarian Steel” un disco di metal primordiale unito a thrash delle origini ed una sorta di epic metal irriverente e privo di qualsivoglia delicatezza melodica.

Il singer King Totolva urlaccia una linea vocale cartavetrosa, una sorta di incrocio fra Lemmy dei Motorhead e Tom Angelripper dei Sodom; queste sono infatti le band famose che possiamo di primo acchito avvicinare ai nostri (i brani più rock’n’heavy dei thrasher tedeschi prima di tutto), per poi aggiungere una sorta di versione marcescente di certo epic metal oscuro ma che pone sugli scudi la linea ritmica (vedi gli statunitensi Brocas Helm o i primi Manowar).

Ovviamente tutta la band utilizza pseudonimi quanto mai ridicoli e divertenti, basti pensare al chitarrista Virgin Penetrator o al batterista Doktharr Radiovodnik che non ha un normale kit bensì dei wardrums…

Verificato l’evidente intento di carattere intrattenitivo che pervade la prima “fatica” dei Tulsadoom non possiamo non sottolineare come tutto sommato i brani riescano a cogliere il risultato di divertire senza troppe illusioni di approfondimenti di qualsiasi tipo, culturali o tecnico-strumentali. Anche la registrazione, un poco impastata (ma ottimo il sound del basso di Rick Thnder che spesso emerge come una sciabola dal marasma), nonché i cori anch’essi sgangherati, riescono a creare il mood giusto.

Unico riferimento letterario presente (seppur superficiale) è quello all’eroe più famoso di R. Howard, ossia Conan il barbaro (nel sito della band c’è un chiaro riferimento alle Cronache di Nemedia); del resto anche l’artwork di Aniko Balazs ci mostra (con stile fumettistico) un barbaro intento a macellare nemici sul campo di battaglia.

In definitiva divertono brani come ‘Enter the Snakecult’, il suo inizio sparatissimo e il rallentamento epic-style, oppure ancora l’epic-rock-thrash track ‘The Hammer of Thorgrim’ che viene introdotta da un intro che ricorda le migliori band di genere.

Si fanno ascoltare bene anche i pezzi più trashy primitivi come ‘Barbarian Beer Attack’, ‘Fuck the God of the Four Winds’ o ‘Doomrider Madness’ (che ricorda tanto i Venom, altro gruppo di riferimento per i Tulsadoom), track che lasciano spazio anche a timidi assoli di chitarra decisamente ininfluenti.

Forse nel complesso un disco intero dei Tulsadoom può anche stancare, ma preso a piccole dosi “Barbarian Steel” diverte… soprattutto i nostalgici del metal più antiquato e primordiale.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Nihilistic Empire

Anno: 2012

Tracklist:

01. The Glory of Thulsa Doom
02. Attack the God of the four Winds
03. Fuck the God of the Four Winds
04. Doomrider Madness
05. Barbarian Beer Attack
06. The Hammer of Thorgrim
07. Barbarian Bitchfuck
08. Virgin Penetrator
09. Tulsaride
10. The Gateway
11. Enter the Snakecult


Sito Web: http://www.myspace.com/tulsathrash

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login