Accept – Recensione: Balls To The Walls / Staying A Life – Reissue

La Cherry Red Records ci propone con questa nuova ristampa due classici dei metal heroes tedeschi Accept; parliamo in questo caso del quinto album dei nostri, “Balls To The Walls” (1983) nonché del live “Staying A Life”, registrato nel 1985 ma poi dato alle stampe originariamente solo nel 1990, qui presentato nella versione ridotta di quindici tracce.

La nuova versione dei due classici propone nel booklet un ampio articolo scritto da Malcolm Dome per lo studio album e di Andreas Kraatz per il live, che ci permettono di approfondire la storia degli album e degli Accept in quel preciso periodo, compresi diversi aneddotti che risulteranno davvero interessanti per tutti gli amanti della band e non solo.

L’album si pone come un momento di rottura di ripartenza importante per gli Accept; infatti arriva dopo il seminale ed ancora selvaggio “Restless And Wild” e precede il patinato “Metal Hearth”. Con “Balls To The Walls” i tedeschi alternano quindi brani potenti come la title-track o cadenzatoni di tutto rispetto come “London Leatherboys” (in cui la voce acidula e graffiante di Udo colpisce davvero nel segno) o ancora heavy rock song arrembanti come “Fight It Back” a brani decisamente più easy-listening come “Love Child” o “Turn Me On”. Quest’aspetto traumatizzò abbastanza i fan della prima ora del gruppo ma la qualità dell’album era tale da spazzar via anche i dubbi degli indecisi.

Ricordiamo poi anche che con “Balls To The Walls” cambia leggermente anche il taglio dato ai testi, ora più profondi ed anche con un sottile peso dato a tematiche di carattere sociale (vedi la ribellione auspicata nella title-track; si dice anche che il testo fosse legato alle vicende del tristemente noto muro di Berlino che sei anni dopo venne finalmente abbattuto) e di libertà e autodeterminazione. Artefice di quest’evoluzione dei testi è il fantomatico Deaffy, che poi si scoprirà essere Gaby Hauke, manager della band ed anche moglie del chitarrista Wolf Hoffmann.

Il disco passa anche alla storia per il notevolissimo lavoro della robusta linea ritmica di Peter Baltes (baso) e Stefan Kaufmann (batteria) nonché per alcune delle composizioni migliori dei grandi Wolf Hoffmann e Herman Frank alla chitarra.

Staying a Life” è il primo vero e proprio live album degli Accept (escludendo l’EP “Kaizoku Ban”) e, come precisato, esce cinque anni dopo la sua registrazione. Il primo scoglimento clamoroso della band tedesca è alle porte ma questo live non ne risente per nulla e presenta un gruppo in grande forma che sfoggia un Udo notevole sia per carisma che per la prova al microfono.

I brani qui presenti sono tratti dal tour a supporto di “Metal Heart”; parliamo in particolare dello show di Osaka.

La tracklist del concerto presenta un gran numero (ovviamente) di pezzi di “Metal Heart” ma anche una carrellata notevole di tutti i classici della band più amati dai fan; passiamo dalla speedy “Fast As A Shark” a “Restless And Wild”, da “Breaker” (che live diventa ancor più bella rispetto alla versione da studio) a “Princess Of The Dawn”.

In conclusione, se non avete ancora queste due gemme della discografia Accept, questa ristampa è una ghiotta opportunità per conoscere e far proprio un pezzo di storia fra i più gloriosi del mitico gruppo tedesco.

Etichetta: Cherry Red Records



Tracklist:

Disc One: Balls To The Wall
01. Balls To The Wall
02. London Leatherboys
03. Fight It Back
04. Head Over Heels
05. Losing More Than You'Ve Ever Had
06. Love Child
07. Turn Me On
08. Losers And Winners
09. Guardian Of The Night
10. Winterdreams

Disc Two: Staying A Life: Live In Japan 1985
01. Metal Heart
02. Breaker
03. Screaming For A Love Bite
04. Up To The Limit
05. Living For Tonight
06. Princess Of The Dawn
07. Guitar Solo Wolf
08. Restless And Wild
09. Son Of A Bitch
10. London Leatherboys
11. Love Child
12. Flash Rockin' Man
13. Dogs On Leads
14. Fast As A Shark
15. Balls To The Wall


Sito Web: http://www.acceptworldwide.com/

leonardo.cammi

view all posts

Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login