Baest – Recensione: Necro Sapiens

Con “Necro Sapiens” i danesi Baest giungono al loro terzo long play in soli quattro anni. Tanto materiale dato alle stampe in un breve lasso di tempo, ma data la qualità espressa sin dall’esordio “Danse Macabre”, si stanno affermando sempre più come una delle band di punta nel genere per quanto riguarda Century Media, forti anche di un grande sodalizio in termini di line up.

E’ chiaro che non ci troviamo dinanzi a grosse variazioni o differenti sperimentazioni stilistiche fra una release e l’altra, ma finché ci tengono sul pezzo senza mai abbassare ill tiro a noi va più che bene farci travolgere dal loro massiccio conglomerato di death ispirato sia dalle vecchie glorie statunitensi (Morbid Angel e Malevolent Creation) che europee (Bolt Thrower in primis).

La breve e catatonica intro “The Forge” fa da apripista al primo brano “Genesis”, un manifesto di come la creatura del duo Thompson-Ward abbia fortemente influenzato il quartetto danese. Già da questo pezzo, fatto ritmiche da puro headbanging alternate ad intermezzi più ragionati, emerge qualche scarica decisamente groovy (che vedremo anche in seguito nel disco).

La successiva title track “Necro Sapiens” prosegue sullo stesso filone, farcita da un riff bello accattivante di quelli che ti si stampano nella testa e non ne escono più. Nella seconda parte del brano giungiamo prima a qualche richiamo alla scuola svedese (per alcuni secondi sembrerà di ascoltare un pezzo degli Entrails, fra i maestri assoluti nell’omaggiare la suddetta) sino ad un evocativo finale di behemothiana memoria. Rimaniamo su bpm piuttosto bassi con “Czar”, a mio avviso uno dei pezzi migliori del disco. Senza mai lasciarsi andare a particolari deflagrazioni in termini di velocità, la graniticità del suono è di quelle che conducono alla devastazione più totale.

Abattoir” riprende gli stessi stilemi, con qua e là sprazzi di melodia, ma il tema principale restano i riff taglienti come lame acuminate (in certi frangenti familiari ai tedeschi Sulphur Aeon, anch’essi dediti a variazioni melodiche del death metal). “Goregasm” riporta in auge richiami alla mente della creatura di Trey Azaghtoth (nello specifico quelli di “Formulas Fatal to the Flesh”) con la sua alternanza di ritmi vischiosi ed accelerazioni repentine.

Il songwriting si fa più articolato con la seguente “Towers Of Suffocation”, nella quale a seguito di un paio di minuti tiratissimi arriva un breakdown seguito da un fraseggio vicino al technical/djent, che a mio avviso stona un po’ con il resto del disco. “Purification Through Mutilation” e i suoi rimandi ai Benediction risolleva ampiamente le sorti del disco. Già solo l’evocativo outro vale il prezzo del biglietto, ma siamo comunque a cospetto di una serie di riff azzeccati ed in generale ad uno dei pezzi più riusciti nel complesso, con una nota di merito speciale al lavoro della sezione ritmica).

A fare da contraltare al finale di questo brano, l’intro di “Meathook Massacre” è quanto di più violento possiate trovare all’interno del disco. Ancora una volta la batteria scandisce come un orologio continui e repentini cambi di tempo e nel complesso manifesta un buon songwriting, quadrato e ragionato (forse a tratti fin troppo scolastico). Per chiudere il disco, non poteva essere scelto un pezzo migliore di “Sea Of Vomit”. L’atmosfera si fa più pachidermica e vischiosa ma non per questo più leggera, perché le scariche di blast beat sono sempre dietro l’angolo, il tutto cesellato da un refrain memorabile.

Senza particolari fasi salienti né cali di tensione questi quarantacinque minuti precisi trascorrono che è un piacere, chiaro che siamo di fronte ad un disco che non scriverà la storia della musica estrema ma è un bel connubio tra il tributo al passato e le sfumature più moderne del death metal, e si fa gradevolmente ascoltare e riascoltare a manetta.

 

Etichetta: Century Media Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. The Forge 02. Genesis 03. Necro Sapiens 04. Czar 05. Abattoir 06. Goregasm 07. Towers Of Suffocation 08. Purification Through Mutilation 09. Meathook Massacre 10. Sea Of Vomit
Sito Web: baestband.com

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Antonio Miele

    Gran bella sorpresa di questo inizio 2021 musicale, trovo che il cantante abbia un growl pazzesco. I miei pezzi preferiti sono Genesis e Necro Sapiens

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