Bad Wolves – Recensione: Disobey

I Bad Wolves avrebbero potuto benissimo scegliere il nome di ‘provaci ancora Tommy’ dato che, dopo il fallimento (e non dei più amichevoli) della collaborazione con i Westfield Massacre, l’instancabile ex Divine Heresy Tommy Vext si è lanciato a capofitto in questa nuova realtà.
Al suo fianco, il batterista John Boecklin (ex-DevilDriver), i chitarristi Doc Coyle (ex-God Forbid) e Chris Cain (ex-Bury Your Dead, ex-For the Fallen Dreams) e il bassista Kyle Konkiel (ex-In This Moment, Vimic), uniti in questa prima fatica discografica dal titolo “Disobey”.

L’apertura delle danze è affidata ad “Officer Down”, che riversa sull’ascoltatore un’enorme carica di energia, alternando come nel classico stile metalcore momenti in scream ad un ritornello in cui Tommy Vext si affida al cantato pulito: il resto sono potentissimi riff di chitarra e una batteria martellante, i giusti ingredienti per aumentare la curiosità nei confronti di “Disobey”.
“Learn To Live” riprende gli stessi motivi del primo brano: un poderoso scream iniziale, sapientemente alternato a brevi intermezzi melodici che, c’è da dirlo, non tolgono troppo spazio alla potenza di un pezzo che affida tutto a forti dinamiche sonore.
Ma è con il successivo “No Masters” che “Disobey” aggiunge un tassello al suo sound, regalando una sfumatura più heavy e hard rock che metalcore. L’aggressività resta, ma il ritornello si apre più decisamente ad una scelta melodica da memorizzare fin dal primo ascolto.
Tocca poi alla cover di “Zombie” dei The Cranberries, che ha portato i Bad Wolves nelle classifiche di tutto il mondo e che la sottoscritta, con sua somma sorpresa, ha potuto ascoltare addirittura su una nota emittente radiofonica italiana (utopia per una band di questo taglio). Il brano avrebbe dovuto vedere la partecipazione della stessa Dolores O’ Riordan, scomparsa però prima di poter collaborare con Tommy Vext & Co.
I proventi delle vendita della cover sono stati devoluti ai figli della compianta vocalist e, dobbiamo riconoscerlo, il pezzo rappresenta un’ottima prova, che non stravolge l’originale, ma riesce comunque ad aggiungere un tocco personale e riconoscibile ad una delle canzoni più note nella storia del rock.

Ci pensa la successiva “Run For Your Life” a riportare alta l’energia del disco, mentre “Remember When” si attesta su sonorità più rock e rilassate.
Tendenzialmente, questa seconda parte di “Disobey” si allontana pian piano dal classicissimo metalcore dei primi pezzi, pur mantenendo, come in “Better The Devil”, la consueta alternanza tra velocità di sound e cantato e una quasi costante ricerca della melodia.
Fa capolino in maniera più decisa la mano del produttore Zoltan Bathory dei Five Finger Death Punch e, se non mancano riff rapidissimi, chitarre potenti, linee ritmiche marcate, il risultato regala risvolti meno scontati di quanto ci saremmo potuto aspettare, dai cambi di ritmo un po’ spiazzanti in “Jesus Slaves”, fino ad arrivare alla conclusiva “Toast To The Ghost” con passaggi velatamente progressive e sicuramente interessanti nell’economia di questo “Disobey”.

Ciò che non manca ai Bad Wolves è una forte dose di carisma e navigatezza, passateci il termine; la maturità artistica, e c’era da aspettarselo, va oltre quella che di solito si ascolta in un disco d’esordio eppure, se con il dovuto tempo i Bad Wolves sapranno sviluppare alcuni spunti visti in “Disobey”, potranno ritagliarsi un ancor più personale spazio nel panorama della musica metal.

Voto recensore
7
Etichetta: Eleven Seven Music

Anno: 2018

Tracklist: Tracklist: 01. Officer Down 02. Learn To Live 03. No Masters 04. Zombie 05. Run For Your Life 06. Remember When 07. Better The Devil 08. Jesus Slaves 09. Hear Me Now 10. Truth Or Dare 11. The Conversation 12. Shape Shifter 13. Toast To The Ghost
Sito Web: https://www.facebook.com/badwolvesofficial/

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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