Backyard Babies – Recensione: Diesel And Power

I Backyard Babies si formano nel 1987 con il nome di Tyrant e con una line-up diversa da quella che ora conosciamo, infatti alla voce e basso troviamo Tobias “Tobbe “ Fisher, alle chitarre Dregen e Johan Blomquist e Peder Carlsson alla batteria. Due anni dopo la band cambia il monicker in quello attuale e allontana il cantante in favore di Nicke Borg, mentre Blomquist passa definitivamente al basso. Dopo svariati demo e un ep il gruppo firma per la Megarock Records e nel 1994 da alle stampe il primo lavoro ufficiale “Diesel And Power”.

Un album dal sound grezzo ma efficace che colpisce  dall’inizio alla fine, uno street rock che pesca a piene mani sia dai primi selvaggi Guns N’ Roses che dagli Hanoi Rocks più scatenati, shakerando il tutto con ampie dosi di viscerale e fumoso sleaze rock tanto caro ai maestri Dogs D’Amour. Sicuramente un disco che non lascia indifferenti gli addetti ai lavori e che è il primo passo verso il loro capolavoro “Total 13” di qualche anno dopo. Si parte alla grande con “Smell The Magic”, un intro scalpitante caratterizzato da un  riff di matrice blues, perfetto apripista per la graffiante “Bad To The Bone”. Non da meno la successiva, ruvida “Strange Kind Of Attitude” e la più conturbante e acida title track, un vero gioiellino di oscuro e peccaminoso sleaze rock che graffia a dovere. “Love “ rallenta un po’ il ritmo, mentre con “Wild Dog” si  continua a pestare come si deve con un brano dal tiro micidiale e con rozze vocals pungenti accompagnate da riff granitici e un chorus ruffiano e vincente.

Electric Suzy” scelta anche come primo singolo e video della band rappresenta in pieno l’essenza del gruppo di Nassjo, uno street rock energetico, sculettante e spericolato al punto giusto e sulla stessa falsariga non è da meno la seguente “Kickin’ Up Dust” e la terremotante “Fill Up This Bad Machine”, uno dei brani più efficaci e amati anche in sede live con una citazione al mitico Iggy Pop all’interno del pezzo. Anche le ultime tracce presenti non sono affatto dei filler a partire dall’intensa “Heaven In Hell” a cui segue la conclusiva e bluesy “Shame” che sigilla un debutto dall’assoluto valore che colpisce e convince dal primo ascolto e che deve essere vostro a tutti i costi. Da segnalare che nel 2006 l’album viene rimasterizzato dalla nuova etichetta del gruppo, la Billion Dollar Babies con l’aggiunta di una bonus track intitolata “Lies”.

Etichetta: Megarock Records

Anno: 1994

Tracklist: 01. Smell The Magic/Bad To The Bone 02. Strange Kind Of Attitude 03. Diesel And Power 04. Love 05. Wild Dog 06. Fly Like A Little… 07. Electric Suzy 08. Kickin’ Up Dust 09. Should I Be Damned 10. Fill Up This Bad Machine 11. Heaven In Hell 12. Shame
Sito Web: http://backyardbabies.com/

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