Snog – Recensione: Babes In Consumerland

Attivi da ben venticinque anni, gli Snog sono una delle band più rappresentative della scena elettronica australiana. Il nuovo album, “Babes In Consumerland” è un’ottima riproposizione del sound synth pop e industrial degli anni’80, citati durante tutto l’ascolto, talvolta anche musicalmente trasformati in parodia verso i loro risvolti più eccessivi e plastificati. Snog è tuttavia un progetto stabile nel tempo e soprattutto serio, le cui liriche pungono da sempre e in maniera costante, andando a colpire non solo l’amato/odiato music biz ma anche la società, i mali rappresentati dalla politica, l’avversione al capitalismo e ad ogni propaganda conservatrice e oscurantista. “The Plug-In Drug” è un brano che pare arrivare direttamente dal fulgido decennio delle good vibrations, nei suoi toni irresistibili sebbene permeati dalle sensazioni crepuscolari della darkwave. Il singolo “Everything Is Under Control” è deliziosamente orecchiabile ed efficace, semplice nella sua struttura ma non di meno intelligente, con la tematica dell’identità sessuale in primo piano. Ecco però arrivare le chitarre e gli sconnessi blast-beats dell’industrial in “Bleak Is My Favourite Chic”, un episodio nettamente più aggressivo, veloce e muscolare, ideale ponte per “Otto Rahn”, costruito sulle percussioni e melodie dal flavour mediorientale. L’electro rock jazzato di “The New Cocksucker Blues” rivela ancora come la band si dedichi all’intrattenimento con intelligenza e grande ironia, spendendo qui cospicue allusioni ai danni della globalizzazione musicale e notiamo come a partire da questo brano, i pezzi tendano a diventare più melodici e sfuggenti, toccando il climax nel romantico finale affidato a “Apocalypse Fatigue”.

Voto recensore
7
Etichetta: Metropolis / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01.  The Plug-In Drug
02.  Everything Is Under Control
03.  Adolph's Library
04.  Bleak Is My Favourite Chic
05.  Otto Rahn
06.  The Corporate Homoerotic Cyclists
07.  The New Cocksucker Blues
08.  Soul Invictus
09.  21st Century Lullaby
10.  Apocalypse Fatigue


Sito Web: http://www.worldwentdown.com/imcc/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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