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Axel Rudi Pell – Recensione: Game Of Sins

Rispetto al precedente “Into The Storm” la nuova fatica di Axel Rudi Pell, intitolata “Game Of Sins”, presenta la novità di una line-up confermata in toto compreso il drummer Bobby Rondinelli (ex Rainbow, Black Sabbath, Blue Öyster Cult), subentrato appunto nel 2014 a Mike Terrana.

La band guidata dal maestro delle sei corde ripropone identica da 25 anni una formula che difficilmente delude i propri fan e che piace a chi adora il metal classico con gusto hard rock di stampo Deep Purple/Rainbow. Di certo chi cerca qualcosa di nuovo o innovativo è meglio che non si avvicini nemmeno a questo CD.

Come di consueto abbiamo un’introduzione d’atmosfera intitolata “Lenta Fortuna” (in cui il tastierista Ferdy Doernberg riconferma le sue doti) che è la degna apertura della cavalcata potente e veloce che apre quasi tutti i lavori di Pell; in questo caso caso il pezzo si intitola “Fire” e pone subito sugli scudi sia la linea ritmica completata da Volker Krawczak (basso, da sempre con Axel) che la straordinaria voce di Johnny Gioeli (Accomplice, Hardline), mattatore assoluto sia in studio che dal vivo.

A seguire troviamo quindi il solito pezzo di hard rock quadrato e coinvolgente (in questo CD è “Sons In The Night”; da sottolineare che il testo della song è ispirato alla serie televisiva Sons Of Anarchy e che l’artwork del CD presenta il famoso tavolo della banda di motociclisti statunitense) ed a seguire il lungo brano epico d’atmosfera che pone sugli scudi gli arabeschi melodici creati dalla chitarra di Pell (per quest’opera il brano in questione è proprio la title-track).

Non mancano poi la ballatona strappalacrime più melodica “Lost In Love” (che evidenzia ancora una volta la straordinaria abilità di Gioeli di adattare la propria voce in diversi contesti e sempre in modo convincente) e quella più doomy, epica e cupa intitolata “Till The World Says Goodbye” in cui Axel ha modo di esporre tutto il suo prezioso repertorio anni ‘70/’80.

Il resto del CD è costituito comunque da ottimi brani fra cui spiccano l’heavy metal anni ’80 della fiammante “Falling Star” e la melodica ed emozionante “The King Of Fools”. Il cadenzatone che di solito troviamo in fondo alla tracklist è per questa release “Forever Free” e possiamo affermare che non si tratta di una delle migliori chiusure del chitarrista tedesco.

Aggiungiamo che nella versione limitata in digipak troverete anche una divertente cover in chiave hard rock del classico di Bob Dylan/Jimi Hendrix “All Along The Watchtower”.

“Game Of Sins” ripropone quindi senza sosta una formula vincente (che Axel Rudi Pell non ha alcuna intenzione di variare) basata su professionalità (suoni ottimi), musicisti eccellenti e composizioni convincenti. Prendere o lasciare.

axel rudi pell game of sins

Voto recensore
7
Etichetta: Steamhammer Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Lenta Fortuna (intro) 02. Fire 03. Sons In The Night 04. Game Of Sins 05. Falling Star 06. Lost In Love 07. The King Of Fools 08. Till The World Says Goodbye 09. Breaking The Rules 10. Forever Free 11. All Along The Watchtower (digipak bonus track)
Sito Web: http://www.axel-rudi-pell.de/

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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