Avulsed – Recensione: Altar Of Disembowelment

Nuovo EP per la band di Dave Rotten, aggiunta forse non indispensabile, ma comunque di buon livello, ad una discografia che ha visto il nostro centellinare le uscite negli ultimi anni e che dimostra l’intenzione degli Avulsed di riavvicinarsi al sound più old school delle vecchie produzioni.

Sia nella tipologia di suono che nella forma delle canzoni questo “Altar Of Disembowelment” potrebbe tranquillamente essere spacciato per un’uscita degli anni novanta, in perfetto equilibrio tra uno stile scandinavo primordiale e quel groove incalzante che apparteneva ad esempio ad una band come i Bolt Thrower.

Non a caso il mastering è stato affidato ad un maestro del genere come Dan Swano e anche se nessuna delle quattro canzoni originali può essere seriamente definita tale, vista l’adesione praticamente calligrafica a ciò che è stato ampiamente proposto negli anni di esplosione del genere, comunque l’effetto finale rimane di quelli che conservano abbastanza credibilità da avere un certo fascino per gli amanti del death metal vecchia maniera.

Del tutto stravagante e resa quasi irriconoscibile dal trattamento ricevuto è invece la cover di “Neon Nights”, scelta piuttosto curiosa per una band death metal, ma che tutto sommato si rivela sufficientemente riuscita.

Nel complesso sono poco più di venti minuti di musica, ma almeno si arriva in fondo senza troppa fatica e senza passaggi a vuoto. Un buon risultato.

Avulsed - Altar Of Disembowelment artwork

Voto recensore
6,5
Etichetta: Xtreem Music

Anno: 2015

Tracklist: 01. To Sacrifice And Devour 02. Red Viscera Serology 03. Ceremony Of Impalement 04. Tremble In The Darkness 05. Neon Knights (Black Sabbath cover)
Sito Web: https://www.facebook.com/pages/Avulsed-Official/103974539679454

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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