Avslut – Recensione: Deceptis

Osmose Productions licenzia “Deceptis”, opera prima degli svedesi Avslut, five-piece di recente formazione che arriva al debutto sulla lunga distanza dopo l’Ep “Vanskapt” del 2016.

“Deceptis” è un album che risponde a tutti i crismi del black metal svedese nell’ottica di band come potrebbero essere i Marduk o (soprattutto) i Dark Funeral, fonti di ispirazione facilmente riconoscibili all’ascolto del disco. Gli Avslut propongono dunque un black metal molto tecnico con alcuni elementi death e thrash, poche e inserite al posto giusto le parentesi atmosferiche e tanta passione.

Avrete già capito come questo debut sia un album di genere inappuntabile da un punto di vista formale ma che ancora latita sul piano della personalità e del coinvolgimento emotivo delle composizioni. I brani scorrono piuttosto bene ma generano qualche punta di noia a causa di una struttura simile che solitamente prevede l’alternarsi tra mid tempo e accelerazioni, con dei brevi innesti melodici a creare momenti di maggior respiro.

Alcuni episodi emergono dal coro, come “Förlorad”, un brano dal flavour epico grazie all’utilizzo di ritmi più ragionati e al buon dialogo tra gli axe-men, “Martyrium”, un episodio brutale e veloce che ricorda parecchio i Marduk e “Terra Mater”, brano nuovamente epico dove la band livella gli spigoli.

Ascoltando “Deceptis” emerge tutta l’onestà del gruppo e l’entusiasmo che ripone nel progetto, ma gli Avslut mancano ancora di quel pizzico di sostanza in più che li renderebbe competitivi su tutti i fronti, non soltanto (bravi) continuatori.

Voto recensore
6
Etichetta: Osmose Productions

Anno: 2018

Tracklist: 01. Pestilens 02. Förlorad 03. Existensens Skugga 04. Legion 05. Martyrium 06. Deceptis 07. Evigt mörker 08. Terra Mater 09. Avslut
Sito Web: https://www.facebook.com/1008Avslut1008/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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