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Avatarium – Recensione: Avatarium

Dietro l’evocativo monicker degli Avatarium si cela niente di meno che il nuovo gruppo di Leif Edling, fondatore e bassista dei leggendari Candlemass. Il prolifico musicista, già ideatore di numerosi progetti a latere della band madre, esplora ancora una volta i territori del doom da una differente prospettiva, offrendoci le sette lunghe tracce di questo omonimo debut album. Il disco contiene tutta la solennità e le atmosfere malinconiche tipiche dei Candlemass, ma ai consueti momenti maestosi e ai riff massicci si alternano parti più ariose e leggere; sul tutto si innesta poi la delicata voce della cantante Jennie-Ann Smith, che impreziosisce l’opera con la sua eccellente performance.

La opener “Moonhorse” attacca con un riffone cupo e pesantissimo che più Candlemass non si può; all’improvviso però si cambia atmosfera: le chitarre elettriche lasciano il posto a quelle acustiche e al melodioso cantato di Jennie-Ann Smith, per poi tornare con prepotenza poco dopo, in una continua alternanza che rende questa prima traccia già un piccolo capolavoro. La successiva “Pandora’s Egg” inizia come una malinconica ballad, ma finisce per sfociare in un ritmo più sostenuto e veloce e in un complesso assolo di chitarra. La title track “Avatarium” è un brano dall’incedere potente e solenne, nella tipica tradizione doom: l’alternanza con parti più soffuse e pacate, tipica di quest’album, è comunque propria anche della traccia in questione.

Si prosegue con “Boneflower”, la canzone più facilmente assimilabile e diretta del lotto, caratterizzata da atmosfere vicine al gothic. “Bird Of Prey” riporta la rotta sui binari delle composizioni iniziali del disco, mentre “Tides Of Telepathy”, con il suo attacco di tamburi in stile parata militare e le sue chitarre un po’ meno calcate, è il pezzo che si distacca maggiormente dai canoni dell’album. Si chiude con “Lady In The Lamp”, canzone dall’inizio vagamente blueseggiante e dalle splendide melodie vocali sia nelle strofe che nel refrain.

Leif Edling e i suoi Avatarium sono stati di nuovo in grado di esprimere qualcosa di differente e di qualità indiscutibile nell’ambito del doom classico. Consigliatissimo ai fan dei Candlemass e agli appassionati delle sonorità affini, questo debut album sorprenderà anche gli ascoltatori abituati a ritmi di ben altra velocità, grazie alle sue incantevoli melodie da un lato e alle strutture elaborate delle sue tracce dall’altro. Arrivato ormai a fine anno e senza essere accompagnato da una grande clamore mediatico, “Avatarium” si piazza senza dubbio tra le più gradite rivelazioni del 2013.

Voto recensore
8
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2013

Tracklist:

01. Moonhorse
02. Pandora’s Egg
03. Avatarium
04. Boneflower
05. Bird Of Prey
06. Tides Of Telepathy
07. Lady In The Lamp


Sito Web: https://www.facebook.com/avatariumofficial

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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