Avatarium – Recensione: Hurricanes And Halos

Gli Avatarium non la vogliono proprio smettere di stupirci in positivo: fedeli al popolare detto “non c’è due senza tre”, i cinque svedesi danno alle stampe un altro album coi fiocchi. Non tutto però è così scontato, dal momento che il nuovo “Hurricanes And Halos” rappresenta una decisa svolta rispetto ai dischi che l’hanno preceduto. Leif Edling mette infatti da parte la pesante eredità dei suoi Candlemass per lasciar spazio in primo piano all’estro del chitarrista Marcus Jidell, in quest’occasione anche produttore, e alle notevoli doti della cantante Jenni-Ann Smith e del tastierista Carl Westholm: il risultato è un’opera estremamente varia in cui del doom resta solo il sentore, mentre a rocciosi brani heavy metal se ne alternano altri mai così sperimentali ed estemporanei.

Si parte in quinta con la potente “Into The Fire / Into The Storm”, ottimo esempio di traccia solida e trascinante che fungerà de sicura apertura ai prossimi concerti della band. Le sorprese cominciano però subito dopo con “The Starless Sleep”, pezzo dannatamente catchy, coinvolgente e misterioso, che ci ricorda addirittura un certo rock cantautoriale degli anni sessanta. Ci sorprende comunque ancora di più la seguente, incredibile “Road To Jerusalem”, il brano che non ti aspetti dagli Avatarium: una canzone dall’atmosfera prima western, poi celestiale, che tiene l’ascoltatore con un senso d’attesa dall’inizio alla fine, in bilico tra blues e psichedelìa. I nove minuti spaccati di “Medusa Child” sono poi l’apoteosi del prog, tra momenti cupi e finalmente doom, improvvise aperture melodiche accompagnate da cori di bambini e lunghi momenti strumentali in cui Jidell e Westholm si reggono il gioco a vicenda che è una meraviglia.

La martellante “The Sky At The Bottom Of The Sea” ha delle movenze sabbathiane ed è il pezzo per certi versi più in linea con la precedente produzione della band, pur mantenendo un buon livello di personalità ed essendo sempre qualitativamente elevata. “When Breath Turns To Air”, iper-soft e jazzistica, rappresenta un altro bel tocco d’originalità all’interno del platter, “A Kiss (From The End Of The World)” vede ancora una volta sugli scudi Marcus Jidell, che fa un gran lavoro di chitarra prima con una raffinata intro acustica, quindi con dei riffoni belli massicci. La title track arriva proprio sul finale ed è un’altra imprevedibile sorpresa, dal momento che parliamo di una strumentale soffusa ed emozionante, difficile da inquadrare in qualsivoglia categoria di genere.

Se ancora ce ne fosse stato bisogno, con il loro nuovo disco gli Avatarium si confermano come una delle migliori band uscite negli ultimi anni. L’originalità di questo “Hurricanes And Halos” permette poi al gruppo svedese di varcare i recinti dei classici doom ed heavy metal, per giocarsi un ruolo da protagonista non solo all’interno di un determinato sottogenere, ma sull’intera scena. Il quintetto può ormai vantare un ampio carnet di brani, dove varietà fa sempre rima con qualità, tali da poter allestire sontuosi show dal vivo e da poter rivaleggiare con le più blasonate e storiche compagini in circolazione.

Voto recensore
8
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2017

Tracklist: 01. Into The Fire / Into The Storm 02. The Starless Sleep 03. Road To Jerusalem 04. Medusa Child 05. The Sky At The Bottom Of The Sea 06. When Breath Turns To Air 07. A Kiss (From The End Of The World) 08. Hurricanes And Halos
Sito Web: http://avatariumofficial.se

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