Autumn’s Child – Recensione: Angel’s Gate

Secondo album per gli Autumn’s Child, creatura del cantante Mikael Erlandsson che ha preso il posto dei Last Autumn’s Dream continuandone di fatto il percorso artistico. E proprio l’autunno ben rappresenta il mood che attraversa anche la proposta musicale degli Autumn’s Child, che propongono un rock melodico crepuscolare e intriso di romanticismo.

Gonfio di trasporto emotivo, l’album prende il via con l’energica e melodrammatica “Where Angels Cry” e prosegue con un flusso coerente di melodie imperniate sulla chitarra di Pontus Åkesson (Moon Safari) e sulle tastiere di Jona Tee (H.E.A.T.). L’inizio è davvero trascinante, fra il lirismo di “Aquarius Sky” e la diretta e ammiccante “Don’t Say That It’s Love” prima di “A Tear From The Sky”, una ballad che riechegga in maniera piuttosto evidente gli Scorpions e non teme di sfociare in un chorus clamoroso e sparato nel cielo. L’album prosegue, poi, senza grossi sussulti ma sempre leggero e gradevole, trovando altri punti di forza nella diretta “Straight Between The Eyes” e nella zuccherosa “Only Love Can Save The World”.

Dimenticate la modernità e lasciatevi conquistare dai buoni sentimenti: ne vale la pena!

Etichetta: AOR Heaven

Anno: 2021

Tracklist: 01. Where Angels Cry 02. Aquarius Sky 03. Don’t Say It’s Love 04. A Tear From the Sky 05. Love Is Not An Enemy 06. Dream Of America 07. Straight Between The Eyes 08. Don’t Ever Leave Me 09. A Piece Of Work 10. Only Love Can Save The World 11. Your Words

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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