Katalepsy – Recensione: Autopsychosis

Sei anni sono passati dal primo lavoro dei russi Katalepsy, molto è cambiato, non solo nella line-up, ma nella loro proposta musicale. Quello che ci viene fatto ascoltare nelle undici traccie ha perso molto della sua attitudine underground, ne prende quasi le distanze ad un primo ascolto. Innanzittutto alla voce non abbiamo più la “fogna” Mirus a gorgeggiare incomprensibili lamenti provenienti dalla parte brutale del proprio essere, la voce con l’innesto di Igor si fà più normale, il growl più umano, anche se diverse calate nel guttural non mancano. Il sound in generale risulta più curato come la produzione stessa, insomma hanno grattato via un po’ del marciume che li caratterizzava. Il generale hanno cercato di modernizzare la propria proposta rendendo il tutto più “pulito”, inserendo qualche riff dagli echi hc, soli e più attenzione nella struttura e nella composizione. Non manca uno sguardo al passato nel tentativo di raccogliere e portare a sè quanto fatto di buono dai mostri sacri del genere, nonchè un tentativo di addentrarsi in un genere più technical. Tutto chiaro ed evidente nella prima traccia “Lurking In The Depth” summa di quando nelle linee precedenti. Per fortuna i nostri non si dimenticano che è anche importante creare groove come in “Evidence Of Near Death” , oltre a pestare con la batteria e a farci sentire un blast beat a mille, ci fanno anche scapocciare. Parte senza lasciarci respirare “Body Bags For The Gods” per poi sfociare in uno slam e ripartire in un continuo andirivieni. Inizia in con una velocità soft “Cold Flesh Citadel” ed in generale stenta a prendere il volo, il tutto si regge su riff marziali e corredati da pinch harmonic. Groove, a tratti dyingfetusiano, trasuda da “The Pulse Of Somnambulist” e da “Unearthly Urge To Supremacy” dove veniamo sorpresi dalle tremende accelerazioni e dagli improvvisi rallentamenti. In “Gore Conspirancy” c’è molta sostanza e pochi fronzoli se non sul finire, ma sono solo ricami di poca entità, ci viene vomitato tutto in faccia un’altra volta. Per “Amongst Phantom Worlds” bastano pochi aggettivi: brutale, estrema, epica. Ma andiamo direttamente agli ultimi due episodi del set saltando “Needles Of Hypocrisy, song strumentale di ottima fattura: “Knifed Humility” e “Taedium Vitae”. Nella prima veniamo presi dal ritmo vorticoso e dal solo schizzato  che ci catapulta verso l’ultima song che si rivela un altro inno al “come and go” ritmico e alle palate in faccia. Un album violento, organico e coerente con sè stesso che non ci fa rimpiangere di aver speso una quarantina di minuti nel suo ascolto; in fondo, ascoltando bene l’attitudine che sembrava ad un primo ascolto scomparsa riemerge prepotentemente.

Voto recensore
7
Etichetta: Unique Leader

Anno: 2013

Tracklist:

01.Lurking In The Depth
02.Evidence Of Near Death (E.N.D.)
03.Body Bags For The Gods
04.Cold Flesh Citadel
05.The Pulse Of Somnambulist
06.Unearthly Urge To Supremacy
07.Gore Conspiracy
08.Amongst Phantom Worlds
09.Needles Of Hypocrisy (Interlude, instrumental)
10.Knifed Humility
11.Taedium Vitae


Sito Web: /www.facebook.com/Katalepsymoscow

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