V8wankers – Recensione: Automotive Rampage

Ecco cosa succede a andare ad andare a troppe feste della birra a Monaco. Si comincia ascoltando i Motorhead per zittire i cori degli ubriachi e poi si finisce, ubriachi noi stessi, sotto il tavolo a scoprire un mondo nuovo, popolato di culi nudi e tette al vento. E si finisce per ascoltare musica suonata a Nashville (Pussy).

Più o meno lo stesso percorso seguito dai tedeschi V8Wankers che, partendo da un approccio alla Lemmy con basso pulsante e vocals rauche in primo piano, finiscono per vagare su lidi cari ad Ac/Dc, Hellacopters, Turbonegro e compagnia urlante. Il secondo disco del quintetto tedesco vira infatti verso un rock maggiormente stradaiolo e spensierato, lasciandosi alle spalle le reminiscenze punk dell’esordio. Certo, gli v8Wankers non brillano per l’originalità delle canzoni e non propongono assolutamente niente di nuovo, ma vi ritroverete a cantare i ritornelli di ‘Wankers Without A Cause’ o ‘High Roller’ senza nemmeno accorgervene. Un disco che diventa quello giusto per la gita al mare, soprattutto se avete una decappottabile sotto il sedere e una bella ragazza a fianco.

Voto recensore
6
Etichetta: Rude / Audioglobe

Anno: 2003

Tracklist: Four-Barrel Glory (Intro)
The Baddest Ride in Town
Put The Lever in D
Wankers Without a Cause
Boulevard Bullet
In Spades
Rock'n'Roll Dictator
High Roller
A Rat That Roars
Detroit Steel
Super Stretch
Automotive Rampage
Hellbent on Action (bonus track)
Destination Hell (bonus track)

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