Mesh – Recensione: Automation Baby

“Automation Baby” segna il ritorno sul mercato discografico di Richard Silverthorn e Mark Hockings, duo di Bristol noto con il nome di Mesh. La band si è distinta nel corso degli anni per aver creato un ibrido (complici anche le ispirazioni diversificate dei suoi componenti) tra le esigenze radiofoniche del pop e la ricerca, unita a una sentita malinconica di fondo, della darkwave. Un modus operandi che ha dato lustro all’ensemble nel panorama electro-dark ma anche al di fuori di questo, in forza di episodi fruibili che come detto sottendono a un bacino di influenze particolarmente vasto (e qui potremmo citare D.A.F., Depeche Mode, O.M.D. e molti altri). In questo senso spiace constatare come “Automation Baby” segni un passo indietro rispetto alle uscite più recenti, come in particolare potrebbe essere “A Perfect Solution”. In occasione della nuova release, il two-piece sembra puntare in modo più convinto sul versante “pop”, inanellando una serie di tracce che flirtano con la melodia di largo consumo. Il tutto è reso molto bene da un punto di vista tecnico e non mancano elementi distintivi come la voce, sempre splendida e interpretativa di Mark, nonché momenti assolutamente crepuscolari, eppure l’alchimia non si ripete. Le prime tracce (“Just Leave Us Alone”, “Taken For Granted”, ma anche la stessa titletrack) vincono grazie a refrain di immediata presa, uniti a solide basi sintetiche che vanno incontro alle esigenze del clubbing. Per il resto l’album si mantiene su livelli alti ed è assolutamente gradevole in tutta la sua durata, ma non scevro di zone d’ombra, a causa di alcune soluzioni melodiche fin troppo ruffiane e meno ficcanti rispetto agli standard degli inglesi. Tuttavia, chi già segue ed apprezza il team d’oltremanica, non faticherà ad entusiasmarsi all’ascolto di “Automation Baby”.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Dependent / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01.  Just Leave Us Alone
02.  Taken For Granted
03.  You Want What's Owed To You
04.  Automation Baby
05.  AB Incidental No. 1
06.  This Is The Time
07.  The Way I Feel
08.  Adjust Your Seat
09.  Born To Lie
10.  AB Incidental No. 2
11.  Flawless
12.  Never Meet Your Heroes
13.  When The City Breathes
14.  You Couldn't See This Coming


Sito Web: http://www.mesh.co.uk/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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