Author & Punisher – Recensione: Beastland

Non vi è alcuna amorosa quiete nell’inverno dolente di Author & Punisher, solo neve grigia venuta da chissà quale fallout,  clangori, sirene che richiamano al dovere della catena di montaggio e melodie dolenti continuamente graffiate dal rumore. Lungo un cammino tortuoso di sei album e svariati EPs,  l’ingegnere meccanico (e scultore) Tristan Shone è passato dall’essere orgoglio nerd della scena estrema di Boston a credibile successore di quei Godflesh che hanno marchiato in modo indelebile l’industrial degli anni ’90. Eppure, mentre il maestro Justin Broadrick ad un certo punto ha trovato con i Jesu uno sbocco spirituale/contemplativo alle proprie inquietudini, il suo discepolo ha preferito dotare la sua creatura prediletta di nuove applicazioni, riuscendo miracolosamente a non deturparne la natura.

Beastland“, debutto su Relapse per Author & Punisher, rielabora infatti gli stili già anticipati nel precedente mini “Pressure Mine“, ma laddove l’EP si perdeva tra esperimenti forse troppo arditi (il Peter Gabriel periodo “Security” di “New World“) ed atmosfere un po’ risapute (i Nine Inch Nails di “Enter This“), l’album si presenta invece come un’opera unitaria, cupa ed attraente allo stesso tempo, un muro di suono impenetrabile a qualsiasi accusa di facile appeal. Certo, l’influenza di Trent Reznor si fa sentire nel singolo “Nihil Strength“, ma l’avanzare epico e distorto del pezzo è di quelli che renderebbe certo fiero il suo ispiratore, mentre sono tutta farina del sacco di Shone le atmosfere alienanti ma allo stesso tempo solenni della titletrack, o di “Night Terror“, affascinante piano sequenza su un paesaggio notturno che lentamente si carica di violenza e caos.

E’ pieno di insidie, “Beastland“,  di sorrisi affascinanti che nascondono ben altre intenzioni, come l’anthem di “The Speaker is Systematically Blown“, che si lascia ammirare solo attraverso una coltre di rumore, quasi fosse il reperto sonoro di un tempo ormai terminato, oppure “Nazarene” (recupero del precedente EP), un Cobain che biascica e cantilena rabbiosamente fino ad incespicare nel giusto ritornello.

Sfuggendo abilmente alle logiche commerciali, con il nuovo lavoro Author & Punisher finge di accontentare l’ascoltatore, catalizzando e scatenando le sue stesse nevrosi, fino a renderlo prigioniero; chi ha testato con mano la claustrofobia provocata dalle esibizioni live del progetto sa di cosa parlo. Alla fine non si è più davvero convinti che sotto la maschera metallica ed il cappotto della figura in copertina si nascondano fattezze umane, e che nel respiratore ci sia ossigeno. Se non si tratta del miglior disco mai uscito con questo marchio fabbrica,  è di certo quello della  maturità.

Voto recensore
8
Etichetta: Relapse

Anno: 2018

Tracklist: 01. Pharmacide 02. Nihil Strength 03. Ode to Bedlam 04. The Speaker is Systematically Blown 05. Nazarene 06. Apparition 07. Night Terror 08. Beastland
Sito Web: https://authorandpunisher.bandcamp.com/album/beastland

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