Aura Noir – Recensione: Aura Noire

Tutto come da copione. Dopo una pausa di sei anni, il diabolico progetto degli Aura Noir torna a farsi sentire e presenta il sesto, quasi omonimo studio album. Venticinque anni di carriera alle spalle e mai niente di più se non un viscerale e appassionato tributo a quelle sonorità black/thrash di fine anni ‘80/inizio ’90 che trovarono una delle loro migliori espressioni tra gli esponenti del metallo nordico.

Nei sui 33 minuti di furia, “Aura Noire” inanella nove tracce che saranno pur piene di luoghi comuni e citazioni, ma nella loro scarsità di inventiva (non che alla band sia mai interessata) godono di un forte impatto emozionale e soprattutto sono in grado di rileggere idee pre-esistenti senza incappare nel mero lavoro di copiatura.

Certo è che i tappeti di riff serrati, una voce che pare arrivare dagli anfratti dell’inferno e una sezione ritmica lanciata in corsa, lasciano emergere la vena distruttiva dei primi Destruction e Kreator, le intenzioni bellicose degli Slayer (“Grave Dweller” è chiaramente un omaggio) e le urla di battaglia dei primi Bathory. Eppure, nel suo apparire datata la band ha assolutamente un senso, perchè non solo porta avanti il progetto con invidiabile passione, ma ogni volta offre composizioni efficaci e potentissime.

Qui possiamo citare le cascate di riff di “Dark Lung Of The Storm”, i rtimi più lenti dal mood funereo di “Hell’s Lost Chambers”, l’epica cavalcata “Mordant Wind” e gli echi dei Venom più marci ed ubriachi nei riferimenti black’n’roll di “Cold Bone Grasp”. Il tutto interpretato con quello spirito vagamente sarcastico e un pizzico “ignorante” che fa tanto old-school, accentuato da una produzione naturalmente ruvida.

Lucidate le cartuccere, gli Aura Noir sono tornati.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Indie Recordings

Anno: 2018

Tracklist: 01. Dark Lung Of The Storm 02. Grave Dweller 03. Hell’s Lost Chambers 04. The Obscuration 05. Demoniac Flow 06. Shades Ablaze 07. Mordant Wind 08. Cold Bone Grasp 09. Outro
Sito Web: https://www.facebook.com/auranoirofficial/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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