Laburinthos – Recensione: Augoeides

Direttamente dalla Romania (terra che ultimamente sta svelando parecchie interessanti novità musicali) i Laburinthos propongono un album davvero particolare, basato su un personale approccio alla materia dark folk, interpretata in modo a tratti teatrale, bizzaro, ma sempre con una lucidità e competenza di matrice quasi prog.

Le note promozionali suggeriscono assonanze con A Forest of Stars e Devil Doll, ed effettivamente il feeling vintage dei primi e le atmosfere melodrammatiche dei secondi scorrono costantemene nei solchi di “Augoeides”, traducendosi in cinque brani eterogenei e mutevoli, in cui il bel dialogo a due voci fra l’eterea Nelly Tîrnovan e lo stentoreo Tony Flandorfer (per certi versi simile a Stian Johansen degli Shadow Dancers, se ve li ricordate) è solo uno dei vari elementi che compongono il loro impasto sonoro, semplice, ma al tempo stesso intricato.

Nel sottobosco intessuto dalle tastiere di Daniel Spatar vagano le chitarre di Bors, alternando arpeggi acustici a passaggi elettrici di buona fattura, opportunamente sostenuti dalle tonalità del basso di Saghin, fondamentale anche nelle intro di “The Emotion Of Stones Is Hidden In Divine Sigh” (titolo stupendo).

Ogni brano ha una sua anima e atmosfera, a volte vicina al sound Sisters Of Mercy (“Crucified Among My Lovers”), altre maggiormente dark- ambient (“God Wept In Tunguska”), ma sempre profondamente legata e ispirata a temi filosofici, metafisici ed esoterici, come rivela la stessa band: “La nostra musica è solo un pretesto per osservare il dipanarsi del filo di Arianna, che conduce all’anima di Agartha, in cui si rompono tutti gli specchi intorno a noi e ci rendiamo conto, con nostra sorpresa, che noi siamo il nostro stesso Minotauro. Il nostro labirinto rappresenta il mandala della creazione. A che profondità si nasconde in noi questo labirinto personale, che altro non è che la luce senza peso del nostro corpo!”.

“Augoeides” (lett. corpo luminoso, appunto) è quindi un’opera altamente consigliata a tutti gli ascoltatori/ricercatori dell’oscurità e dell’esoterismo in musica, a colori i quali amano percorrere quella vena aurea sotterranea, che dall’occult-rock dei ’70 arriva fino ai giorni nostri.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Avantgarde Music

Anno: 2013

Tracklist:

01. The Great Brothel Of Mankind

02. Crucified Among My Lovers

03. The Emotion Of Stones Is Hidden In Divine Sigh

04. Jesus Or Christ

05. God Wept In Tunguska


Sito Web: http://www.facebook.com/pages/Laburinthos/220489511362879

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