Au Champ Des Morts – Recensione: Dans La Joie

“Dans La Joie” è l’album di debutto dei Au Champ Des Morts, un four-piece francese che nasce dalla collaborazione tra Stéphane Bayle, chitarrista degli Anorexia Nervosa (qui anche in veste di vocalist) e Migreich dei semiseri Vulv, anch’egli nel ruolo di axeman. I due danno vita ad un progetto di black metal adulto e contaminato da uno shoegaze che rimanda inevitabilmente alle prime cose degli Alcest (ma si avvertono anche echi di Fen e Agalloch) dove le liriche affrontano tematiche prossime al male di vivere o di carattere storico/culturale.

I brani presentano un minutaggio mediamente lungo e sono in massima parte improntati su ritmi lenti o cadenzati, lasciando a tratti spazio ad accelerazioni dove la sezione ritmica si velocizza e diventa più solida, mentre lo screaming di Stéphane assume un tono maligno. Le chitarre mantengono spesso un suono vorticoso e dronico memore dello shoegaze adagiato alle necessità della musica estrema, mischiandosi alle parti acustiche e a tappeti di synth che arricchiscono i singoli brani.

Al di là delle poche variazioni ritmiche, la band francese rende comunque il lavoro interessante grazie alla composizione di melodie portanti drammatiche e profonde ma non per questo facili o pacchiane. Il mood dei pezzi si mantiene triste e crepuscolare, come se una goccia del sound depressive rock entrasse fra i solchi del disco. “Après Le Carnage” è un buon esempio di quanto detto. Il pezzo parte lento, dettato dalle chitarre ricorsive, poi la sezione ritmica velocizza il tutto fino ad un break acustico guidato dal basso dove la voce diventa pulita e narrante. Si riprende presto velocità per confluire in un finale molto intenso dove le vocals, pulita e screaming, sono sovrapposte.

“Le Sang, La Mort, La Chute” è un brano epico e affilato smussato agli angoli dalla voce femminile e ancora dai synth, mentre la titletrack, pur ferale, contempla una parte centrale drammatica in cui la voce si fa quanto mai cupa e disperata. Ogni pezzo riesce comunque ad inserire momenti melodici e ariosi pur conservando un’essenza notturna e lacrimevole. “La Fin Du Monde” chiude con un inaspettato sound dark-folk dove la voce femminile, la chitarra acustica e i synth si intrecciano in un pezzo bucolico ma severo.

Un buon punto di partenza per i transalpini, che portano le proprie esperienze entro i confini di un sound plumbeo e pregno di malinconia.

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Voto recensore
7
Etichetta: Debemur Morti Productions

Anno: 2017

Tracklist: 01. Nos Decombres 02. Après Le Carnage 03. Le Sang, La Mort, La Chute 04. Contempler L’Abime 05. Dans La Joie 06. L’Etoile Du Matin 07. La Fin Du Monde
Sito Web: https://www.facebook.com/Au-Champ-Des-Morts-1061663760580553

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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