Atreyu – Recensione: Long Live

Sei anni sono passati da “Congregation Of The Damned”, ultimo album in ordine di tempo per gli Atreyu prima di questo nuovissimo “Long Live” su Spinefarm Records. Si parte forte con la title-track, posta in apertura col suo “Go!” per aprire le danze: un ottimo antipasto di ciò che seguirà, in bilico fra rabbia e melodia, potenza e aperture melodiche, un maglio dentro un guanto di velluto.

La produzione conferisce a questo cd un suono veramente killer in cui si apprezzano gli assoli come in “Live To Labor” e rende giustizia alle parti più pesanti, fra breakdown e ritmiche serrate, così come a quelle più melodiche, a loro volta corroborate dall’uso della doppia voce e non dall’onnipresente ringhio strozzato.

La melodia è il fulcro di questo “Long Live” ma è elaborata in maniera intelligente e non banale, grazie alla struttura delle canzoni e al bagaglio tecnico in possesso degli Atreyu: la pestona “I Would Kill/Like/Die (For You)” ricorda per bravura gli Unearth e ha un ritornello in cui esplode tutta la sapienza nel combinare successioni di note azzeccatissime e proseguire in un assolo dal gusto mediorientale; l’influenza del combo sopracitato risuona nelle trame sonore di “Heartbeats And Flatlines” lasciando invece la nota più personale alla voce per creare un pezzo d’epico con un inciso veramente d’atmosfera.

Ganci melodicamente perfetti sono anche “A Bitter Broken Memory”, che ricorda i Parkway Drive, e la ricchissima “Start To Break”, un piccolo vademecum delle armi che gli Atreyu possono sfoggiare; la varietà, considerando il genere in cui ci si trova, la fa da padrona e prova ne sono le atmosfere luciferine all’inizio di “Cut Off The Head”, il puro rock ‘n’ roll di “Brass Balls” e l’intermezzo acustico di “Revival”, ma grazie a questa volontà di cambiare troviamo anche l’unico momento debole, se così si può dire, rappresentato da “Do You Know Who You Are” che se è in possesso di un inizio derivativo e una struttura un po’ banale riesce a restare ampiamente in quota grazie agli assoli.

Gli Atreyu sono riusciti a sfornare un disco piacevolissimo, ben suonato e distante anni luce dalle opache prove che all’interno di questo genere musicale si sentono sempre più spesso.

Voto recensore
8
Etichetta: Spinefarm Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Long Live
02. Live To Labor
03. I Would Kill/Like/Die (For You)
04. Cut Of f The Head
05. A Bitter Broken Memory
06. Do You Know Who You Are
07. Revival (Interlude)
08. Heartbeats And Flatlines
09. Brass Balls
10. Moments Before Dawn
11. Start To Break
12. Reckless


Sito Web: https://www.facebook.com/Atreyu

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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