Atom Made Earth – Recensione: Morning Glory

Gli Atom Made Earth sono un quartetto strumentale di Castelfidardo, provincia di Ancona, che giunge con “Morning Glory” al secondo album in studio. La band di sicuro non segue la via facile e la sua proposta è una commistione di stili bizzarra ma elegante che affonda le sue radici nel progressive rock, contaminandolo con la psichedelia, il doom e scenari dronici.

Una formula intrigante e anche piuttosto personale dove si rincorrono echi di Dinosaur Jr., Black Sabbath, Pink Flyod, King Crimson e (perchè no?) Mogwai e primi Queens Of The Stone Age per restare vicini a un periodo musicale contemporaneo. Il tutto è sapientemente miscelato da una produzione italo-americana che ha coinvolto nomi di spicco del settore, ovvero Gianni Manariti per la registrazione e James Plotkin (ex-Khanate) per il mastering, che hanno provveduto a garantire un sound giustamente sfuggente e odoroso di cannabis.

Uno dei pregi di questi ragazzi sta senza dubbio nel saper comporre ed eseguire tracce interamente strumentali capaci di mantenere alta l’attenzione dell’ascoltatore senza mai incappare nel mero esercizio ginnico a dimostrazione di tecnica (che pure c’è, ma è al servizio della buona musica). L’ascolto offre un valido impatto emozionale, a cominciare dall’inquietante intro ambient “Noil”, ponte per la successiva “Thin”, un pezzo noir e crepuscolare che gioca su di uno sludge atmosferico ruvido, con numerose distorsioni e inaspettate infiltrazioni psichedelico-elettroniche. Il brano è nervoso e comunica un senso di mistero.

La successiva “October Pale”, romantica ed orecchiabile, è giocata sulle tastiere e le chitarre acustiche, lasciando che i suoni, intriganti e malinconici, confluiscano in un chiassoso finale shoegaze. L’anima prog prende il sopravvento in “Reed” e in “Baby Blue Honey”, entrambe pregiate da piacevoli stacchi jazzati e venature crimsoniane. “staC” lascia nuovamente libero lo spirito dei seventies con le sue note di hammond, mentre i preziosismi progressivi si diluiscono verso suoni distorti, cadenzati e pungenti, sui quali aleggia il fantasma dei Black Sabbath. Con il suo insistente trillare, la sperimentale “Lamps Like An African Sun”, ci risveglia da un sogno colorato e ci riporta con i piedi per terra.

Bravi davvero gli Atom Made Earth, un gruppo al quale non mancano certo coraggio e fantasia.

Atom Made Heart - Morning Glory

Voto recensore
7,5
Etichetta: Red Sound Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Noil 02. Thin 03. October Pale 04. Reed 05. Baby Blue Honey 06. staC 07. Lamps Like An African Sun
Sito Web: https://www.facebook.com/AtomMadeEarth

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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