Atlantean Kodex – Recensione: The Course Of Empire

The Course Of Empire”, terzo full length degli Atlantean Kodex, in arrivo per la Ván Records, vede la luce a 6 anni dall’ottimo “The White Goddess”. La formazione bavarese, con all’attivo solo 3 dischi nell’arco di quasi 14 anni di attività musicale (escludendo live, split, demo ed ep), ha saputo costruirsi una solida reputazione nella scena underground, grazie alla qualità e all’originalità della proposta musicale.

Il sound dei teutonici è un epic/heavy doom, che ha come punti di riferimento i primi Manowar, i Bathory più viking, i Manilla Road, i Cirith Ungol, i Warlord, i Candlemass, i Solstice e i Solitude Aeturnus. Eppure, la band tedesca non si limita, come già ampiamente dimostrato nelle precedenti release, alla ripetizione pedissequa di determinate soluzioni musicali, né, tantomeno, dà vita a un polpettone stilistico amorfo. Gli Atlantean Kodex hanno il pregio e la capacità di saper costruire delle strutture musicali originali, nelle quali gli elementi di ispirazione e l’impronta personale si combinano in maniera distintiva, dando vita a melodie di ampio respiro, a momenti di grande pathos, a un mood epico, a tratti dark, a tratti sognante, senza nulla togliere alla potenza del sound.

Altro punto di forza, peculiare del quintetto bavarese, è l’apporto del chitarrista Manuel Trummer, cofondatore della band, nonché dottore in studi culturali comparatavi alla Universität Regensburg e ideatore dei testi. Le liriche attingono a piene mani alle tradizioni mitologiche e folkloristiche europee e mediterranee, oltre che alla cultura bavarese; i contenuti eruditi, grazie ad una scrittura dalla veste poetica, infondono un alone mistico e ancestrale ai testi.

Già nell’opener “The Alpha And The Occident (Rising From Atlantean Tombs)” sembra di sentire aleggiare lo spirito di Quorthon. In “People Of The Moon (Dawn Of Creation)” epicità, melodia, potenza, passaggi doom, momenti folk e acustici, maestose linee vocali e cori solenni si coniugano con gran gusto; da evidenziare la sempre ispirata performance del cantante Markus Becker, che contribuisce, come sempre, a rendere il brano ammaliante e coinvolgente. Riffoni in pieno stile doom puntellano “Chariots (Descending From Zagros)”, che combina Candlemass, Solitude Aeturnus insieme a Bathory, Manowar e accelerazioni alla Grand Magus, con un ritornello che ricorda Dio. Quorthon sorriderebbe compiaciuto nell’ascoltare “The Innermost Light (Sensus Fidei)”, un “semplice” brano che, in tre minuti e mezzo, trasuda pura epicità come pochi (pochissimi) act sanno fare. In evidenza “The Course Of Empire (All Thrones in Earth And Heaven)”, title track dell’omonimo platter, una monumentale composizione dal forte accento epic/heavy doom, che non rinuncia mai alla componente melodica. Il lunghissimo brano, posto alla fine del disco (l’ultima traccia è, in realtà, uno strumentale recitato in tedesco), si riallaccia a “The Alpha And The Occident (Rising From Atlantean Tombs)”, di cui riprende la melodia principale rielaborandola e arricchendola. Il legame tra il primo e l’ultimo pezzo emerge anche a livello di contenuti, con la ripetizione di un verso simile.

L’intero album si muove su altissimi livelli ed è difficile trovare punti deboli o filler; il songwriting risulta ancora più incisivo che nei precedenti lavori e il platter è come avvolto da un senso di grandiosità e di dramma. Era difficile competere con un capolavoro come “The White Goddess”, curato nel sound e nei contenuti (un concept sulla figura della Dea Madre), ma gli Atlantean Kodex, nonostante l’abbandono del chitarrista Michael Koch a causa di problemi di salute, non hanno perso la rotta e, con l’ingresso della nuova chitarrista Coralie Baier, sono riusciti nell’impresa di realizzare un platter all’altezza del precedente, se non migliore.

The Course Of Empire” è un album di grande fattura, che necessita, però, di un ascolto attento e ripetuto per poter esser assimilato e apprezzato nelle sue varie sfaccettature. Una delle migliori uscite dell’anno in ambito epic/doom, se non la migliore. Consigliatissimo.

Etichetta: Ván Records

Anno: 2019

Tracklist: 1. The Alpha And The Occident (Rising From Atlantean Tombs) 2. People Of The Moon (Dawn Of Creation) 3. Lion Of Chaldea (The Heroes’ Journey) 4. Chariots (Descending From Zagros) 5. The Innermost Light (Sensus Fidei) 6. A Secret Byzantium (Numbered As Sand And The Stars) 7. He Who Walks Behind The Years (The Place Of Sounding Drums) 8. Spell Of The Western Sea (Among Wolves And Thieves) 9. The Course Of Empire (All Thrones in Earth And Heaven) 10. Die Welt von gestern (Abendland)
Sito Web: http://www.atlanteankodex.de https://www.facebook.com/Atlantean-Kodex-187524197964771

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