The Atlas Moth – Recensione: Coma Noir

“Coma Noir”, quarta prova sulla lunga distanza dell’ensemble americano The Atlas Moth, conferma il five-piece di Chicago come una tra le più interessanti realtà di quel panorama sperimentale spesso calssificato con l’etichetta di “post-metal” che proprio negli Stati Uniti ha trovato terreno fertile. The Atlas Moth è un progetto non immediatamente inquadrabile, nel sound della band rientrano elementi sludge/doom spesso atmosferici, un tocco di vintage e le ritmiche quadrate dell’hardcore a stelle e strisce, riscontrabile anche nell’ampio utilizzo delle screaming vocals.

La titletrack palesa subito il modus operandi vario e personale usato dai nostri. Il brano inizia con tappeti di riff pressanti e magmatici sui quali entra lo screaming, ma presenta anche un break atmosferico scandito da un assolo piacevole e synth dal flavour psichedelico, oltre ad un costante groove. Un muro di suoni creato grazie alle tre chitarre e fantasia vocale con il sovrapporsi tra il citato screaming e la voce pulita (abbiamo Stavros Giamnopoulos e David Kush nel doppio ruolo di chitarrista cantante, la terza è invece affidata a Andrew Ragin, anche ai synth).

Una band con le idee chiare e che riesce a dare molta varietà alla materia musicale cui è dedita, come testimonia il singolo “Galactic Brain”, se vogliamo il pezzo più fruibile grazie all’intervento più massiccio della voce pulita e dei sintetizzatori e soprattutto la bellssima “The Streets Of Bombay”, chiaro omaggio alle sonorità pinkfloydiane che i nostri adeguano ai riverberi sludgecore. La band combina con naturalezza le proprie anime, lasciando che anche i brani più fisici, come “Smiling Knife” e “The Frozen Crown”, lascino uno spiraglio aperto a melodie siderali davvero affascinanti. Il secondo pezzo citato chiude ad esempio con un dialogo chitarra/synth di altro livello, a voler inserire una sorta di vena progressive più che adatta al contesto.

Cerebrale ma non complesso ad ogni costo,  “Coma Noir” è un ascolto consigliato agli estimatori di acts come Neurosis, Isis, Pelican, The Ocean e Intronaut.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Prosthetic Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Coma Noir 02. Last Transmission From The Late, Great Planet Earth 03. Galactic Brain 04. The Streets Of Bombay 05. Actual Human Blood 06. Smiling Knife 07. Furious Gold 08. The Frozen Crown 09. Chloroform
Sito Web: https://www.facebook.com/theatlasmothband/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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