Atlantic Tides – Recensione: Atlantic Tides

E’ sempre bello scoprire delle piacevoli novità in campo musicale, soprattutto quando queste novità arrivano da giovani band che con pazienza, tenacia e duro lavoro si sono pian piano guadagnate un posto al sole nel difficile mondo dell’industria della musica.
Gli Atlantic Tides sono esattamente tutto questo: un gruppo nato a Milano sei anni fa dalla dissoluzione di due band e che, dopo due EP e moltissime esibizioni dal vivo, approda con l’omonimo album “Atlantic Tides” ad un interessante debutto discografico.

Questa band è ben più dei facili paragoni che potrebbero emergere con altre, prima fra tutte gli Incubus, e dimostra di aver sviluppato, negli anni trascorsi insieme dai suoi componenti, un sound che già nel debut album rivela una propria, riconoscibile identità.
Il risultato sono dieci brani di rock che potremmo definire alternative o modern e che scorrono piacevolmente fin dal primissimo ascolto.

La doppietta iniziale “Cara” e “Drunk & High” rivela i due volti del panorama sonoro degli Atlantic Tides, più malinconico nel primo brano e scanzonato e divertente nel secondo.
Musicalmente, i tempi scanditi e lineari si amalgamano a delle melodie rassicuranti che sono fatte per essere cantate assieme alla bellissima voce del singer Gabriele Donolato, artefice di un’ottima prova dietro al microfono, emozionale e coinvolgente senza mai risultare stucchevole.
Mentre in “Dust” si colgono sfumature più vicine all’hard rock in stile Alter Bridge, “Lily Of The Valley” stupisce con venature dal sapore più eterogeneo e piccoli cambi di ritmo, senza però mai perdere di vista il risultato finale e rappresentando, di fatto, una delle tracce più riuscite del disco.
Non si incontra mai un momento di calo nell’intero album e, anche nei brani più “rilassati” come “Hard Times” o “In The Wings”, gli Atlantic Tides riescono a mantenere viva l’attenzione grazie ad una piacevolissima tensione musicale.

Ci troviamo di fronte ad una band che ha già saputo costruire un proprio stile, partendo da una materia prima che guarda sicuramente ad una miscela di componenti di estrazione più propriamente britannica. Una produzione molto accurata e un evidente studio della composizione permettono però di definire un album di debutto davvero riuscito e che ci fa certamente ben sperare per il futuro.
Se non vi dispiace un genere che pesca a piene mani dal rock moderno, avvicinandosi a territori più alternative ma senza mai sconfinarvi in maniera eccessiva, gli Atlantic Tides sono la bella sorpresa che fa per voi. Promossi.

atlantic-tides

Voto recensore
7,5
Etichetta: Scarlet Records

Anno: 2016

Tracklist: Tracklist - 01. Cara 02. Drunk & High 03. Dust 04. Lily Of The Valley 05. Hard Times 06. In The Wings 07. Bottles 08. Sygyzy 09. E.V.E 10. Silverleaf
Sito Web: https://www.facebook.com/AtlanticTides/

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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