Atena – Recensione: Possessed

Gli Atena sono un collettivo norvegese di recente formazione, ma già al terzo album con questo nuovo “Possessed”, che vede la luce in questi giorni attraverso Indie Recordings. Interessante album di “metallo non metallo”, “Possessed” evidenzia lo stile trasversale e privo di paletti che questi giovani nordeuropei utilizzano nell’esprimere il loro concetto di musica pesante.

Il platter, di soli 35 minuti ma carico di intensità e spunti positivi, mescola elementi che si rifanno a sfere musciali differenti e in apparenza in conflitto tra loro, ma ricondotti dai nostri al denominatore comune dell’armonia. Death metal, djent, progressive, hardcore e rapcore, si rincorrono in questo platter e si uniscono in ottima continuità. Complice l’utilizzo di due voci (e lo sporadico ricorso a quella femminile), la band propone un range interpretativo molto vasto che ben si accompagna a quello strumentale.

Episodi come “Done With The Darkness”, e “Viole(n)t” puntano sull’ìmpatto del sound delle chitarre e l’utilizzo del growl, entrambi ai limiti del death metal, per quanto non manchino soluzini moderne come lo stop and go e il sovrapporsi della voce rappata. Una produzione al passo con i tempi, che evidenzia la pulizia del sound, in particolare quando questo si fa più morbido, fa il resto, evidenziando le possibilità della band di poter fare breccia anche al di fuori del pubblico di settore.

Un pezzo come “Black Lungs” la dice lunga in merito, dando grande spazio alla voce del rapper che, con un tono potento e pregno di rabbia, si accompagna alle chitarre e alla doppia cassa. L’album comprende addirittura alcune soluzioni pop (“Black Heart”), che senza far venire meno la natura estrema del platter, si inseriscono nel contesto lasciando una piacevole impronta melodica.

Una band molto interessante e con parecchie idee gli Atena, l’emersione dal panorama underground dovrà essere il prossimo passo per questo ensemble che non ha nulla da invidiare a blasonati colleghi.