Ataraxia – Recensione: Ena

“Ena”, dal greco “uno”, oppure “unità”. Un titolo fortemente simbolico per il nuovo album dei menestrelli modenesi Ataraxia, che avanzano nel sempre produttivo disegno artistico con un importante tassello. “Ena” concepisce la musica come una forza aggregante, un bene spirituale prima che materiale e contrario alla separazione, generatrice di cecità e odio.

Il bacino culturale del gruppo e altrettanto la sua espressività musicale, si muovono questa volta in modo libero, optando per un canale espressivo molto vario che di fatto va a toccare numerose delle corde sonore proposte dai nostri durante la lunga carriera. La prima canzone, che porta il nome dell’album, è di fatto una rilettura della formula del Kyrie Eleison (dal greco, “Signore, pietà”), invocazione della ritualità cristiana. Brano dai toni cupi e ingrandito dai cori monastici, abbraccia poi l’emozionante soprano di Francesca Nicoli, al solito inimitabile musa.

Le preghiere del rito romano appaiono in forma liturgica su “Ena” a più riprese, con una solenne rivisitazione dell’ “Agnus Dei”, ariosa ed imponente e del canto mariano “Magnificat”, recitato a due voci. Troviamo anche gli Ataraxia medievali in “Roi Richart”, pezzo epico e trionfale nei fiati e nelle percussioni ma severo prima che enfatico e quelli, se ci passate il termine, più disimpegnati nella deliziosa ballad acustica “Where The Sea Turns Into Gold”, un pezzo crepuscolare ma orecchiabile e dolcissimo.

Notevole inoltre la conclusiva “Le Nozze Di Yis”, episodio sui generis che chiama in causa scenari elettronici e industriali, a tributare il sostrato darkwave nelle vesti sperimentali. “Ena” ribadisce dunque la superiorità e la bontà artistico/culturale del collettivo emiliano, autore di una nuova opera di inappuntabile bellezza.

Voto recensore
8
Etichetta: Infinite Fog Production

Anno: 2015

Tracklist:

01. Ena
02. Roi Richart
03. Agnus Dei
04. La’awiyah
05. Magnificat
06. Where The Sea Turns Into Gold
07. The Bleeding Trunk
08. Le Nozze Di Yis


Sito Web: http://www.ataraxia.net/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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