Hanging Garden – Recensione: At Every Door

I finlandesi Hanging Garden sono descritti dalla loro etichetta (Lifeforce Records) come un mix di Cult Of Luna, Daylight Dies, Ghost Brigade e The Cure. E se è vero che il monicker proviene da un brano di Robert Smith e soci, ulteriori paragoni col gruppo inglese risultano del tutto peregrini, dato il considerevole tasso metallico proposto dal sestetto, che li avvicina semmai più al dark-gothic per il quale la loro terra natia è assai nota (Him, Entwine, For My Pain, Sentenced, To/Die/For, ShamRain).

“At Every Door” rappresenta la loro terza prova discografica, dopo “Inherit The Eden” (2004) e “Teotwawki” (2009), entrambi editi da Spikefarm Records, ma andrebbe inquadrato a tutti gli effetti come un nuovo inizio, visto il radicale cambio di line-up intercorso, con l’ingresso di Toni Toivonen, Antti Ruokola e Jussi Kirves, rispettivamente voce, batteria e basso.

Caratterizzando i loro brani con toni scuri e depressivi, gli Hanging Garden mirano a costruire atmosfere decadenti, ma non prive di una loro forza e dignità interiore, basandosi in buona sostanza sull’eterno dualismo fra bellezza e crudeltà (estetica gothic), speranza e afflizione (tradizione doom).

Il risultato finale che giunge dalle casse è senza dubbio positivo e apprezzabile, in quanto dotato del giusto grado di fruibilità e groove per arricchire una proposta altrimenti imbolsita su premesse viste e riviste. Piacciono in questo senso le melodie semplici e lineari dell’opener “Ten Thousands Cranes”, l’incedere post-core di “Wormwood” (involontario omaggio ai Callisto?) e la malinconia gotica di “The Cure” (ma allora lo fanno apposta a tirare in ballo Smith!), mentre funzionano un po’ meno le speculazioni strumentali di Nino Hynninen nella title-track e in “To End All Ages”, poco provviste del fondamentale dono della sintesi.

Ciò nonostante il bilancio complessivo di “At Every Door” resta a favore degli Hanging Garden, che vedono prevalere le buone individualità di cui sono composti (fra cui si segnala il convincente operato del nuovo vocalist Toni Toivonen), a fronte di qualche piccola sbavatura che gli si può senza dubbio perdonare. Un buon lavoro di onesto dark metal, o comunque lo si voglia chiamare.

Voto recensore
7
Etichetta: Lifeforce Records

Anno: 2012

Tracklist:

1. Ten Thousands Cranes
2. Ash And Dust
3. Hegira
4. Wormwood
5. At Every Door
6. The Cure
7. Evenfall
8. To End All Ages


Sito Web: http://www.hanging-garden.net

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