Astral Doors – Recensione: Astralism

Il nuovo album degli Astral Doors, combo dedito ad un classico heavy metal come sempre “fortemente” ispirato dal grande Ronnie James Dio, riflette un irrobustimento della linea ritmica e una maggiore aggressività nel riffing.

La somma di questi elementi rende ‘Astralism’ un vero macigno di potenza, come si evince dalla carica dell’opener ‘EVP’ e dal rutilante ritmo della successiva ‘Black Rain’, introdotta da una tranquillante quanto ingannevole intro d’atmosfera.

Meno compatto e vario rispetto al precedente ‘Evil Is Forever’, il nuovo e terzo album (che di solito risulta quello più critico nella storia di diverse band) non lascia il seminato e cerca di calcare ulteriormente l’attenzione su brani pesanti e cadenzati, che ricordano in parte, oltre ai mostri sacri quali Dio e Black Sabbath (sempre periodo Dio ed anche Tony Martin era) anche i tedeschi Grave Digger dell’ultima opera ‘The Last Supper’.

Uno dei brani più riusciti del nuovo lotto è proprio quello dal titolo più inquietante, ossia ‘From Satan With Love’, che sempre sull’onda del cadenzato tipico di questa release regala emozioni notevoli, filtrate da un sentimento dark e oscuro ben creato dalle tastiere di Jocke Roberg, che non sono mai invadenti ma creano la giusta atmosfera. Re assoluto di questo brano si conferma per l’ennesima volta il clone di Ronnie Dio, ossia il bravissimo Joachim Nordlund, che non smette mai di stupire con interpretazioni intense e sentite.

Con la successiva esplosiva ‘Fire In Out House’ torniamo allo stile tipico esplosivo di brani storici come ‘stand Up And Shout’, che con una linea ritmica al palo non lasciano respirare per poco più di tre minuti al fulmicotone.

Purtroppo non tutto il resto dell’album della band è allo stesso livello delle song sino ad ora citate e per questo la valutazione complessiva non raggiunge l’ottimo livello della release precedente, ma senz’altro gli svedesi riescono a piazzare una nuova zampata di buon livello, condita ancora una volta da ottime lyrics, come sempre orientate sull’uso distorto delle religioni nell’epoca contamporanea; sembra quasi che l’album sia quasi un concept che indica i rischi della manipolazione delle menti da parte delle gerarchie ecclesiastiche; del resto l’inquientante e significativa cover, che raffigura una monaca sovrastata da un’orrenda figura che piange sangua trsmette già un messaggio di perdita e sofferenza.

In conclusione ‘Astralism’ si conferma un buon disco per chi ama le sonorità del vecchio hard’n’heavy e ama sonorità un po’ cupe.

Voto recensore
7
Etichetta: Locomotive/Frontiers

Anno: 2006

Tracklist:

01. EVP

02. Black Rain

03. London Caves

04. From Satan With Love

05. Fire In Our House

06. Israel

07. Raiders Of The Ark

08. Tears From A Titan

09. Oliver Twist

10. Vendetta

11. The Green Mile

12. In Rock We Trust

13. Apocalypse Revealed


leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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