Assassins: The Black Meddle Part 1

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Assassins: The Black Meddle Part 1

Nachtmystium

Track Listing

01. One Of These Nights
02. Assassins
03. Ghost of Grace
04. Away from The Light
05. Your True Enemy
06. Code Negative
07. Omnivore
08. Seasick – Part 1: Drowned at Dusk
09. Seasick – Part 2: Oceanborne
10. Seasick – Part 3: Silent Sunrise

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Quarto full-length senza contare le alter numerose uscite per gli americani Nachtmystium. Nati come black metal band nuda e cruda, il loro sound si è evoluto dal 2000 ad oggi verso un black metal sperimentale, tanto avanguardistico quanto rivolto al passato: infatti i riferimenti alla psichedelia, al prog anni ’70 sono innumerevoli, già a partire dall’originale artwork. Dopo l’intro si parte con la titletrack: si può ancora parlare di black metal, ma influenzato dal punk e dall’hardcore (seguendo la moda di Darkthrone e altre band) soprattutto nell’incalzante e quasi epico chorus, per poi finire il pezzo in divagazioni psichedeliche. Anche con Ghost of Grace si guarda al passato, con lo stesso stile degli I di Abbath, chiamando in causa Motorhead e Venom ma in questo caso mantenendo un aurea più oscura. Passata la metà del disco, dopo uno splendido assolo di chitarra di Jeff Wilson in “The True Enemy”, inizia la vera sperimentazione. “Code Negative” si muove su ritmi molto più lenti, niente a che fare con doppie casse e screaming. Qui si parla di synth e tastiere, vocals sussurrate e un atmosfera tanto claustrofobica, quanto sognante. Un sound molto più introspettivo, ma non pesante o difficilmente assimilabile come quello di molte black metal band d’avanguardia. La melodia è presente lungo tutto l’album e qui viene esaltata con un songwriting eccezionale. Passando per “Omnivore” si arriva al vero pezzo forte dell’album ovvero le ultime tre tracce, in realtà un unico brano diviso in tre parti. I primi due pezzi di “Seasick” sono interamente strumentali: linee delicate di chitarra, si contrappongono all’atmosfera plumbea creata dai synth per poi sfociare in un chiaro omaggio ai Pink Floyd di “The Wall”. Si continua quindi con l’incursione del Sax che continua ad accompagnare le melodie pulite della chitarra ma sempre oscure e malinconiche. In “Silent sunrise” ricompare la voce di Blake Judd accompagnata da un arpeggio che ricorda le distese glaciali degli ultimi Immortal. Non si può parlare di un puro disco black metal, ma sicuramente la musica dei Nachtmystium affonda le sue radici nelle stesse atmosfere traendone il meglio e donando alla scena una ventata d’aria fresca. Sicuramente un album molto intenso ma non difficilissimo, sia per delle melodie affascinanti quanto semplici, sia per una giusta durata dei pezzi e dell’album in generale. Da segnalare l’ottimo lavoro alle pelli di Laureano, session man di lusso. Consigliato a chiunque sia appassionato di black a 360° ma anche a chi abbia voglia di ascoltare qualcosa di veramente originale ed innovativo. Promossi (quasi) a pieni voti.

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