Asia – Recensione: Aqua

Sostituire un mostro sacro come John Wetton non era facile, per usare un eufemismo: questa era il sottotesto principale all’uscita di “Aqua”, primo album in studio senza la storica voce degli Asia, già leggenda per la sua militanza nei King Crimson. Questa era la sfida in cui era chiamato a cimentarsi John Payne, la cui fedele militanza nella band a fianco dell’altro fondatore Geoff Downes avrebbe poi finito per superare quella dello stesso Wetton.

Fin dalle prime note della magnetica “Who Will Stop The Rain?” è evidente come sia ancora più accentuato l’elemento pop in quella miscela che partiva unendo prog, pomp rock e AOR per proiettare il supergruppo in cima alle classifiche di tutto il mondo. Una ricetta che anche su “Aqua” continua ad essere di successo e non banale grazie alla classe cristallina di una line-up in cui Payne si inserisce a meraviglia. Accanto a lui e Downes, sono della partita Carl Palmer alla batteria oltre a Steve Howe e Al Pitrelli alla chitarra. Una formazione sempre stellare, quindi, e i risultati arrivano di conseguenza. L’album è caratterizzato da una quasi totalità di mid-tempo, caratteristica che ben si sposa alla liquidità evocata nel titolo e nell’artwork di Rodney Matthews, e che trova esempi anche nei rallentamenti della dolce “Love Under Fire” e del crescendo emozionante di “Someday”. Spiccano, poi, alcuni pezzi davvero sensazionali: si tratta della trascinante “Lay Down Your Arms”, con un assolo di tastiere ruffiano e irresistibile, della strepitosa ballad “Crime of The Heart”, in cui Payne sfodera un’interpretazione da pelle d’oca, e dell’epica “A Far Cry”. Un tris che altre band si sognerebbero, al pari della malinconica “Heaven On Earth”.

Protagonisti assoluti di “Aqua” sono la voce di Payne e le tastiere di Downes, fondamentali nel creare atmosfere da sogno in cui Howe e Pitrelli fanno delle incursioni con la delicatezza e l’intelligenza dei grandi. Un album uscito in un periodo assolutamente non propizio, e capace di resistere e di essere anche rivalutato come solo le opere senza tempo possono.

Voto recensore
8,5
Etichetta: Inside Out Music

Anno: 1992

Tracklist: 01. Aqua Part 1 02. Who Will Stop the Rain? 03. Back in Town 04. Love Under Fire 05. Someday 06. Little Rich Boy 07. The Voice of Reason 08. Lay Down Your Arms 09. Crime of the Heart 10. A Far Cry 11. Don't Call Me 12. Heaven on Earth 13. Aqua Part 2

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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