Ashes Of Ares – Recensione: Ashes Of Ares

Se si volesse riassumere in una frase questo debutto degli americano Ashes Of Ares basterebbe dire come non tutta la prevedibilità viene per nuocere. Si, perché senza aver ascoltato una nota ci si immagina come potrebbe essere un disco che vede alla voce Matthew Barlow, un altro recente ex-Iced Earth come Freddie Vidales e Van Williams, anche lui illustre membro di un colosso del metal americano come i Nevermore, e ciò che si materializza qui finisce per essere esattamente quello preventivato.

Accentuato il lato epico dello stile metallico e potente ben noto ai fan della band madre e messo in evidenza il vocione di Barlow (vero punto di forza dell’opera, inutile negarlo) il più è fatto, per il resto bastava non fare grosse “cappellate” e una band così professionale ha comodamente evitato tale baratro.

“Ashes Of Ares” contiene così dieci canzoni che spingono molto sulla potenza delle linee vocali, cercando il più possibile di eliminare fronzoli vari e andando essenzialmente dritti all’obiettivo attraverso strutture compatte ed assolutamente lineari.

Molto spazio viene dato ai mid-tempo roccioso, basati su un riffing corposo, una base ritmica secca e dalla buona spinta e la citata grande abilità vocale di Barlow. E’ questo un format che si sente sin dalle prime tracce e che di fatto si ripete per tutto il disco, con solo rari momenti più veloci (“Chalice Of Men”, ad esempio).

Largo spazio viene anche lasciato a porzioni acustiche (presenti in circa la metà dai brani) e momenti dal marchio armonico estremamente malinconico che da sempre si adattano alla perfezione alla voce di Barlow. Ashes Of Ares appare quindi come un progetto confezionato ad hoc proprio sulle qualità del nostro e quando la formula riesce bene il successo è assicurato.

Belli sono soprattutto brani come “The Messenger”, la magniloquente “On Warrior’s Wing”, la cattiva “Dead Man’s Plight” e la conclusiva “One Eyed King”.

A nostro gusto qualche brano più tirato e un po’ più di creatività nella costruzione delle canzoni avrebbe giovato alla longevità dell’opera, ma come prima prova non ci si può lamentare. Speriamo in un’ulteriore crescita e in una bella evoluzione per le prossime uscite. Le possibilità ci sono tutte.

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2013

Tracklist:

01. The Messenger
02. Move the Chains
03. On Warrior’s Wings
04. Punishment
05. This is my Hell
06. Dead Man’s Plight
07. Chalice of Man
08. The Answer
09. What I Am
10. The One-Eyed King
11. The Answer (acoustic version; bonus track)


Sito Web: https://it-it.facebook.com/AshesOfAres

riccardo.manazza

view all posts

Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login