Lamb Of God – Recensione: As The Palaces Burn

Accompagnati da un imponente hype promozionale in patria (e non solo), sbarcano anche in Italia gli statunitensi Lamb Of God, da annoverare sicuramente tra gli alfieri della nuova ondata metal americana che va per la maggiore oltreoceano: il post-thrash proposto dal quintetto vede come indubbi numi tutelari Slayer in primis e Pantera, ma al contempo non disdegna richiami alla scuola svedese dei Meshuggah (lo stacco centrale di ‘Ruin’ è eloquente al riguardo), e può inoltre vantare una produzione puntuale e precisa a cura di Devin Townsend, il cui tocco risulta evidente.

Ci sono tutte le carte in tavola per un potenziale successo assicurato, dunque, ma le aspettative vengono soddisfatte solo in parte: ‘As The Palaces Burn’ è infatti un disco che non gioca sull’impatto frontale fine a se stesso ma preferisce concentrarsi su un assalto allo stesso tempo brutale e ragionato, per quanto non privo di momenti più diretti come la title-track e ‘A Devil In God’s Country’, ma che finisce alla lunga per peccare in varietà.

E’ infatti in momenti come ‘Blood Junkie’, arricchita da occasionali synth, o nella conclusiva ‘Vigil’, di sicuro la traccia più particolare del lotto, che è possibile avvertire alcune delle potenzialità ancora inespresse da parte del gruppo, penalizzato in alcuni episodi da scelte che finiscono per uniformare eccessivamente il tutto: un risultato in ogni caso interessante e degno di essere preso in considerazione, ma forse non proprio a scatola chiusa.

Voto recensore
7
Etichetta: Epic/Sony

Anno: 2004

Tracklist:

01.Ruin
02.As The Palaces Burn
03.Purified
04.11th Hour
05.For Your Malice
06.Boot Scraper
07.A Devil In God’s Country
08.In Defense Of Our Good Name
09.Blood Junkie
10.Vigil


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