As Lions – Recensione: Selfish Age

Attendevo con curiosità il disco degli As Lions. Li attendevo con curiosità per quanto di intrigante sentito alcuni mesi fa, dopo la diffusione online delle prime note della band britannica. Li attendevo con curiosità anche perché la band è capitanata dal figlio di Bruce Dickinson. Una “benedizione” ma anche una “maledizione” non di poco conto per una band costretta al “confronto” con una delle stelle più splendenti dell’heavy metal globale. In parte metal, in parte rock, qualche spruzzata alternative e “scorie” nu metal. Ecco la “radiografia” degli As Lions.

Ma come sono davvero gli As Lions? Una band dinamica, capace ed in grado di scrivere canzoni interessanti e melodiche, un mix piuttosto riuscito di umori musicali. Si parte subito benissimo con “Aftermath”, canzone dal fortissimo appeal radiofonico, che colpisce per dinamicità e passione. Di tutt’altra pasta la successiva “The Suffering”, con batteria e basso a raddoppiare la voce di Austin che si dimostra versatile e credibile.

“Bury My Dead” cerca solo apparentemente di spezzare la tensione delle prime due canzoni, ma poi esplode in un chorus potente ed incalzante che si incastra a perfezione all’interno della traccia. Mid-tempo “moderno” “Deathless”: groove e ritmiche potenti al centro di una canzone versatile come gli As Lions.

Piace anche la title track che flirta solo apparentemente con l’elettronica, per poi ritornare su coordinate prettamente rock. Canzone migliore del lotto “White Flags”. Una canzone che in pochi minuti concretizza la proposta musicale degli As Lions: dinamismo ed un amore per la melodia al centro di tutto.

Da segnalare anche la bella “Pieces”. Una canzone dal sapore “americano” (un po’ Linkin Park e per certi altri versi molto Breaking Benjamin) , che tra ammiccamenti ad un certo rock da classifica non sfigurerebbe tra le immagini di qualche blockbuster stelle e strisce.

“Selfish Age” è un gran bell’esordio. Gli As Lions sono una band su cui si può scommettere. Se questo è solo l’esordio ci possiamo aspettare qualcosa di davvero importante.

Voto recensore
7
Etichetta: Better Noise Records

Anno: 2017

Tracklist: 1. Aftermath 2. The Suffering 3. Bury My Dead 4. Deathless 5. Selfish Age 6. White Flags 7. Pieces 8. World On Fire 9. One By One 10. The Fall 11. The Great Escape
Sito Web: aslionsband.com

Saverio Spadavecchia

view all posts

Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login