Stabb – Recensione: As It May Be

Cosa c’entra una cantante cresciuta con Janis Joplin e Patti Smith, e innamoratasi (artisticamente) di Bjork e Shirley Manson dei Garbage, con una band di stampo “scandinavian rock”? Al momento ancora poco, ma promette grandi cose per il futuro.

Il debutto degli svedesi Stabb, preceduto dal successo in patria del singolo ‘This Joke’s On Me’, e’ un coacervo di svariate influenze diverse, a cui manca pero’ ancora un collante in grado di farlo salire ad un livello diverso. Non ci riesce la voce dell’avvenente Belinda Kordics, che paga una certa inesperienza nell’alternare il cantato sporco e rauco con quello piu’ dolce e vellutato. Non aiuta neppure una struttura delle canzoni ancora abbastanza scontata e prevedibile, in cui scarseggiano trovate, soprattutto chitarristiche, in grado di tener alta l’attenzione per tutta la durata del disco. In ‘As It May Be’ non mancano gli episodi decisamente sopra la media, come ‘Vicious, Vicious, Vicious’ o la dolce ‘Stepping Off The Corner’, ma la sensazione e’ che il gruppo debba crescere ancora, soprattutto quando decide di schiacciare il piede sull’acceleratore e scegliere una direzione più rock.

La strada è sicuramente quella giusta; resta da vedere se gli Stabb avranno la voglia e le qualità di limare i difetti che purtroppo penalizzano eccessivamente questo debutto, comunque positivo.

Voto recensore
6
Etichetta: Music For Nations / Audioglobe

Anno: 2003

Tracklist: 1 Oh, Tag Along 2 This Joke’s On Me
3 A Wiser Man
4 To The Bitter End
5 Vicious, Vicious, Vicious
6 Stepping Off The Corner
7 Shooter
8 As It May Be
9 Sunshine County
10 Drenched
11 Tired

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