Arcana – Recensione: As Bright As A Thousand Suns

Nel corso degli anni è stato inevitabile tracciare un parallelismo tra gli svedesi Arcana e i Dead Can Dance, in particolare per essere stati accomunati da un percorso evolutivo che ha portato entrambi gli ensemble dai lidi della darkwave a ricerche di carattere etnico e folcloristico, con un occhio di riguardo per la world music e le ambientazioni rinascimentali. Un percorso che gli Arcana non hanno comunque copiato bellamente, ma piuttosto ricalcato partendo però da una propria e naturale evoluzione. Non è un caso dunque che il nuovo lavoro della band di Peter Bjärgö si discosti in parte dalla tendenza degli anni recenti e viri nuovamente verso delle rive oscure, minimali ma cangianti. “As Bright As A Thousand Suns” è un album che riprende una effettiva matrice dark e propone litanie notturne e tendenzialmente semplici, capaci tuttavia di solleticare le corde dell’emozione. E’ ovvio che questa inversione di rotta sia comunque trasposta in un’ottica moderna e consideri dunque anche la maturazione acquisita nel tempo, arricchendo il lavoro con echi dei Cocteau Twins (“As The End Draws Near”), pennellate dream pop in chiave Lycia, dinamismi acustici che richiamano le ultime produzioni degli And Also The Trees (“Inceptus”) e lievi flessioni elettroniche (“Infinity”). I ritmi tribali di “Medea” e il rigoroso torpore di “Vinter” chiamano ancora in causa i Dead Can Dance, ma alla luce dell’ascolto non si può certo rimproverare agli Arcana di essere un semplice clone. Un disco molto buono, al quale possiamo obiettare solo il poco velato autocompiacimento che traspare dalle canzoni. D’altronde non è semplice doversi reinventare di volta in volta, soprattutto quando il genere cui si è dediti non lo richiede.

Voto recensore
7
Etichetta: Cyclic Law / Audioglobe

Anno: 2012

Tracklist:

01. Somnolence

02. As The End Draws Near

03. Inceptus

04. Medea

05. Leave Me Be

06. Infinity

07. In Memoriam

08. The Fading Shadows

09. As Bright As A Thousand Suns

10. Vinter


Sito Web: http://www.erebusodora.net/arcana/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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