Angel Witch – Recensione: As Above, So Below

Trovare la parole adatte per cominciare la recensione di un nuovo album degli Angel Witch dopo oltre 25 anni dal precedente “Frontal Assault” è un’impresa. La band deve, e meritatamente, la sua fama nel mondo del metal al fatto di aver inciso uno dei più grandi dischi del genere con l’album di debutto datato 1980, ma dopo questo folgorante inizio solo l’amore incondizionato dell’underground ha tenuto vivo l’interesse per una formazione che tra lavori minori (anche se “Screamin’ n’ Bleedin’” proprio una schifezza non era), lunghe pause, scioglimenti e mutamenti continui ha praticamente passato il resto della carriera a vivere nell’ombra di quell’unico grande episodio.

Ancora una volta il leader e solo vero membro della band Kevin Heybourne nel 2008 ha deciso di riportare il nome Angel Witch in giro per il mondo, ma questa volta la reunion si concretizza in qualcosa di serio e più continuo, tanto da portare alla realizzazione di un nuovo album.

L’intenzione dichiarata dietro “As Above, So Below” è quella di ritrovare il feeling oscuro e le melodie ossianiche che avevano reso enorme “Angel Witch”, dimenticandosi completamente di quanto accaduto nel mondo della musica e nella vita della band nei 30 anni successivi. Un obiettivo che raccontato senza aver ascoltato un nota pare assolutamente una follia irraggiungibile, ma che in realtà la band riesce ad avvicinare al di là di ogni più ardita previsione.

E’ chiaro che il peso storico e il valore unico delle canzoni del tempo rimane ineguagliabile, ma le otto tracce qui accorpate riescono nell’impresa assolutamente non facile di poter essere accostate con dignità, creando un presupposto per una scaletta live allargata e ancora più ricca.

Il feeling trasmesso da brani epici, melodici e oscuri come “Dead Sea Scrolls”, “Into the Dark” e “The Horla” dimostra che dietro a questo ritorno c’è davvero una ritrovata ispirazione artistica. Un’espressività ben sottolineata anche dalla voce cantilenante di Heybourne che davvero non ci aspettavamo così convincente ed intenso dietro al microfono.

Pur senza inventarsi nulla di sorprendente ognuna delle canzoni riesce a trasmettere qualcosa di positivo, basando il proprio fascino sulla “reprise” degli elementi tipici del sound NWOBHM: il riffing crudo e il basso pulsante di “Gebura” ci fanno tornare indietro agli albori del movimento, mentre “Witching Hour” è già dal titolo un tributo alle vecchie sonorità. Ma le cose più belle si sentono a nostro giudizio nei brani più tranquilli e atmosferici citati sopra e nella finale e leggermente più elaborata “Brainwashed”.

In un momento in cui il mondo del metal classico sembra aver riscoperto sonorità ossianiche e armonie tenebrose – sia nelle trasformazioni moderne di band come Mastodon o Baroness che nei recuperi ottantiani di Portrait, In Solitude o Enforcer – questo ritorno degli Angel Witch cade alla perfezione e promette di ridare lustro ad una band storica che forse ha raccolto ancora troppo poco rispetto alla propria enorme importanza. Horns up!!

Voto recensore
8
Etichetta: Rise Above Records

Anno: 2012

Tracklist:

01. Dead Sea Scrolls
02. Into the Dark
03. Gebura
04. The Horla
05. Witching Hour
06. Upon this Cord
07. Guillotine
08. Brainwashed


Sito Web: http://www.facebook.com/angelwitchofficial

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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  1. Giovanni Messere

    Se amate Angel Witch, dovete averlo.

    Reply

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